Pioviggina, c’è nuvolo e freddino, praticamente in Bretagna c’è bel tempo. Il villaggio è assonnato, sta aprendo, sono appena le nove e quaranta.

Il tempo di parcheggiare ed incrocio Nacho Postigo, contro cui ho regatato al GPI, sta seduto al tavolino di un bar, sulla strada principale (deserta) e chiacchiera col suo preparatore e la sua addetta stampa. Sono già usciti e rientrati per l’ultimo test visto che la chiusa dietro cui sta il porto apre solo la mattina prestissimo a causa della marea.

Lo spazio stampa è nella sede del museo della marineria, un incanto. Un po’ sono contento che l’impiegata dell’autonoleggio non sapesse nemmeno dove si trova Douarnenez: aggiunge un pizzico di avventura e toglie un po’di folla rispetto alla Route du Rhum a St. Malo… un vero delirio di gente e di barche.

Il programma di andare a vedere i passaggi a Pointe du Raz è già sfumato, passeranno di notte a causa del vento leggero e in prua. Magari farò foto alle lucine di via…

La partenza di una regata oceanica è un posto dove puoi fare 550 foto in 2 due ore… ci sono così tanti dettagli da vedere che bisogna farlo con calma a casa.

Alberi, scafi, timoni, attrezzatura di coperta… anche barche identiche, uscite dallo stesso stampo, hanno così tante differenze da non assomigliarsi. La sensazione di stranimento è forte: barche grandi come i first 21.7 attraverseranno l’oceano, con un uomo solo a bordo (finalmente sigificativa anche la partecipazione di 4 donne) .

Sono ammirato, mi consolerò con una scorpacciata di crèpes.

Ale

 

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