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Report sporadi 2006

 

Vacanze alle Sporadi _ Agosto 2006

 

08/08/2006   Partiamo alle 5,30 da Treviso diretti a Milano Malpensa, dove partirà l’aereo per Atene alle 10,30, ma l’appuntamento con il gruppo è previsto per le 9,00.
Non c’è nessuno in autostrada e passiamo veloci anche a Mestre, bene , buon auspicio.
Ho sempre detto tra me e me che passare la barriera di Mestre velocemente porta bene.
Corriamo tranquilli fino a Verona, quando sul tabellone vediamo scritto: autostrada chiusa da Bergamo ?
Ci preoccupiamo e telefono immediatamente al numero apparso sul tabellone: mi avvisano che un incidente a Sirmione  ha creato una coda di 5 km, e per il tratto dopo Sirmione devo chiamare un altro numero.
Sob!
Per fortuna alle 6,20 l’autostrada è stata riaperta creando una coda di 7 km che però dice l’operatore al nostro arrivo sarà smaltita.
Cominciamo a preoccuparci ed infatti stiamo fermi a Sirmione per mezz’ora.
Abbiamo ancora un margine di tempo e non ci agitiamo molto.
Arriviamo vicini a Bergamo e la coda è ancora lunga, si procede lentissimi fino a Milano:
sono già le 7,30 e cominciamo ad agitarci…
Gianni corre veloce rischiando la multa: 150, 170 km all’ora.
Arriviamo finalmente alle 8,00 al parcheggio, e dopo venti minuti siamo dentro l’aeroporto, impacchettati i bagagli, cerchiamo il gruppo.
Telefono a Stefano e li raggiungiamo al check-in .
Ci sono moltissimi bagagli, sacche e borse con le rotelle? Ma non avevano scritto di non portare le borse con le rotelle?
Sono tutti tranquilli e silenziosi, forse sono addormentati per la levataccia.
Il mio entusiasmo si spegne un po’, io darei la mano a tutti, ma mi presento solo alle persone più vicine: Daniela, Roberta, Michela, Lara.
Ci presentiamo a Stefano,  il grande capo, noi lo avevamo già incontrato a Padova per l’inaugurazione della nuova sede, è simpatico e molto carismatico.
Un po’ alla volta ci presentiamo a tutti durante la lunga giornata di viaggio, scambiando qualche parola con tutti i componenti del maxi gruppo.
Siamo in 25 all’imbarco per Atene, mancano una ragazza di Padova, Susi,che ha viaggiato via traghetto e due ragazzi ,Marco e Giovanni, sempre di Padova, che hanno avuto problemi di over-booking con il volo.
Ci raggiunge anche un ragazzo che arriva direttamente da Dubai: Michele.
Un bel ragazzotto robusto che mi impressiona perché porta con disinvoltura due grosse borsone a mano, come se fossero leggerissime.Praticamente siamo quattro barche con quattro equipaggi , due di otto persone e due di sei, per un totale di ventotto persone.
Un bel gruppo: speriamo bene!!
Durante il volo ho guardato il mondo dall’alto tutto il tempo.
Che meraviglia! Una varietà di colori e forme indescrivibile, cerco di indovinare cosa stiamo sorvolando e ricordando le carte geografiche riconosco l’Albania e le isole ioniche.
Arrivati ad Atene un pullman ci attende per portarci ad Agios Nikolaos, punto di imbarco per l’aliscafo per Skiatos.
Fa caldo, è una giornata molto luminosa .
L’aria condizionata ci dà refrigerio, ma ad un certo punto è anche molto freddo ed un po’ alla volta tutti ci copriamo.
Dopo quasi tre ore di viaggio, finalmente scendiamo e ci rifocilliamo ai bar di fronte all’imbarco.
Praticamente è un parcheggio a ridosso di una strada a scorrimento veloce che dobbiamo attraversare con moltissima attenzione.
Rimangono a fare la guardia ai bagagli Stefano e Giovanni.
Stefano aveva appena detto: finalmente mangio qualcosa seduto ad un tavolo!!!
Per correttezza porto loro una birra fresca, almeno si dissetano.
Riescono comunque a mangiare un panino, quando riusciamo a dare loro i cambio.
Arriva l’aliscafo e tutti si precipitano all’ingresso. Litighiamo un po’ con i bagagli ed i passaggi stretti.
Tutti seduti ci addormentiamo per una buon oretta, fino all’arrivo a destinazione.
Arriviamo verso il tramonto: siamo tutti stanchi e desiderosi di una doccia.
Ci dirigiamo con i nostri bagagli alle barche.
Il molo è molto spartano, lungo una strada trafficatissima, sulla quale si affacciano tutti i bar dell’isola.
Si respira aria greca.
Noi manchiamo da 22 anni, e ho un ricordo vago di come era l’isola a quel tempo.
Ho una gran nostalgia di quel tempo, ero giovanissima appena laureata con moltissime aspettative e sogni…
Arriviamo finalmente in barca, la nostra si  chiama Hector, strano nome per una barca.
Le altre si chiamano Cleopatra I,  Siren,  Ile de Folegandros.
Riusciamo a fare una doccia che costa 3 € a testa, uno sproposito, dentro ad un bagno cieco senza aria, con l’acqua ora bollente ora gelida.
Paghiamo un vecchietto che a malapena si regge in piedi con due occhiali spessi e pochi capelli in testa.
Con lui seduta c’è una donna grassa, tipica faccia greca: stessa faccia stessa razza.Nonostante il costo e l’esiguità dello spazio siamo tutti felici, finalmente puliti e profumati.
Profumati e cambiati ci riuniamo tutti allo stesso ristorante, dove un simpatico cameriere si fa in quattro per servirci.
Non avevo questo ricordo dei Greci, erano molto lenti nel servizio e le cose da mangiare erano veramente poche.
Ora invece il menù ha moltissime pietanze succulente e buonissime.
Mangiamo moltissimo, affamati e assetati..
Che gioia!!!e che delizia!!!
Poi dopo la grande abbuffata crolliamo esausti, il silenzio cala sulle quattro barche, quasi silenzio visto che le barche si trasformano in segheria!!!

09/08/2006   sveglia presto e tutti al bar ad ingozzarsi con yogurt , frutta e miele buonissimi, the, caffè e brioches.
Finita la colazione ci diamo tutti appuntamento al supermercato sopra la collina a 300 metri dalle barche.
È un divertimento riempire i carrelli con tutto il bendiddio esposto sugli scaffali.
Facciamo a gara a chi riempie più velocemente i carrelli e a volte sbagliamo carrello mettendo quanto scelto sul carrello di un altro equipaggio.
Il conto della spesa per noi è di ben 497,00 € e usciamo con 25 buste piene all’inverosimile.
Il proprietario del supermarket ci porta con la macchina al porto e carichiamo anche la spesa di Siren, solo 5 buste.
La loro sembra una spesuccia per qualche giorno, e la nostra per un mese, chissà chi avrà ragione??
Caricata la spesa e stivata tutta negli appositi gavoni e armadietti, fatto il check-in, olio ed acqua, finalmente molliamo gli ormeggi!!!
Dimenticavo, abbiamo comperato un sacco di ghiaccio visto che non esiste la possibilità di collegarsi all’elettricità e i frigoriferi sono caldi.
Una strana usanza che comporterà la pulizia ogni due giorni del frigo di bordo, quando il ghiaccio sarà sciolto.
Non c’è molto vento 4 o 5 nodi e la nostra skipper Valentina detta Vale mi dà le coordinate o meglio la rotta per arrivare a Panormou a Skopelos, una baia riparata da tutti i venti.
Decidiamo di fare un giro più largo degli altri equipaggi aggirando un’isola di fronte.
Io sto al timone.
Combattiamo un po’ per svolgere la randa perché era stata riavvolta male e fatica ad uscire velocemente. Finalmente si riesce e con una bella andatura di bolina larga .. prendiamo il largo.
Ci sono 6 nodi e si va benissimo, anche se la barca va un po’ troppo all’orza , ma va bene lo stesso.
Il vento rinforza a 8 nodi e gira da NE a S, ma per fortuna abbiamo già rollato le vele.
Forse il vento è più forte, crediamo che lo strumento sia un po’ starato, non funziona neppure l’indicatore della velocità, speriamo che quello della profondità sia corretto.
Arriviamo in baia e gli altri equipaggi sono già arrivati e Valentina ormeggia sicura tra le barche.
Siamo vicini a Cleopatra, la barca ammiraglia, la barca con Stefano detto il “Secchio “ dal suo cognome Secchieri, il grande capo di Oltremare.
Facciamo un bel bagno ristoratore nell’acqua trasparente e fresca: che delizia.
Poi uno alla volta ci insaponiamo, ci tuffiamo in acqua per risciacquarsi, e poi una doccia veloce di acqua dolce, per  consumare pochissima acqua dei serbatoi.
Belli, puliti e profumati, facciamo a gara per preparare dei gustosi aperitivi.
Si inizia così il rito dell’aperitivo prima di cena con crostini, patatine, e tutto il bendiddio che esce dalla barca…
Vino, mohito, birra,salatini,patatine, crostini e chi più ne ha più ne metta.
È un bellissimo momento di socialità, si beve e con il vino si moltiplicano le risate ed i racconti.
Io racconto la storia delle ragazze francesi accaduta lo scorso anno in vacanza alle Kornati, barando sull’arrivo della prima, dicendo che si presentò tutta nuda!!!
Racconto che attizza, e come attizza…
Ma che Giangianni incapace di dire bugie, racconta invece in seconda battuta correttamente, togliendo secondo me un po’ di pepe…
Finiti i racconti prepariamo la cena: avogados e gamberetti, mentre sull’ammiraglia si mangia aglio, olio e peperoncino.
Michele infatti sentito il profumino salta veloce sul Cleopatra e si appropria di un gustoso piattone di pasta…
La serata passa velocemente in allegria, litigando soltanto con il venticello che spegne di continuo le candele dentro ai bicchieri.
Noi sfoderiamo un grande acquisto fatto da Michele al supermarket.: una lampada a gas che non avrà la luce tremolante e calda della candela, ma per lo meno non si spegne…
L’equipaggio di Cleopatra si trasferisce da noi e tra ouzo, caffè Borghetti, una bevanda nera che non conosco, biscottini deliziosi, si fanno le ore piccole.
Oltre alla nostra storia delle ragazze francesi, che ha riscaldato le fantasie maschili, c’è un altro tormentone, la storia di Susi, detta Su.
Ha conosciuto due gemelli in traghetto, i quali le avevano chiesto non troppo velatamente di passare le ore di viaggio in allegra compagnia!!!
Ma lei non ha dato ascolto ai due gemelli, per di più dice, carini e molto attraenti.
Noi ragazze la sgridiamo e le diciamo che ha perso una grande occasione di divertimento.
E questo sarà il tormentone del nostro equipaggio!!!
Tutti a nanna, e calò il silenzio …quasi silenzio….

10/08/2006   bellissima giornata!!!
Appena svegli siamo tutti in acqua ed il risveglio è dolce.
La colazione è abbondante: yogurt e frutta, biscotti caffè e the.
Siamo tutti carichi , pieni di energia.
Le vacanze sono davvero cominciate e tutti ne sentiamo gli effetti benefici.
Molliamo gli ormeggi alle 11,00 direzione Alonissos, baia di Patitiri.
Non possiamo issare, o meglio svolgere le vele perché siamo controvento e poi c’è anche un po’ di mare.
Il tempo sta cambiando, il cielo è coperto a cadono anche alcune gocce di pioggia.
Gianni è al timone e seguiamo la barca ammiraglia: Cleopatra.
Arriviamo in prossimità della baia prevista, ma essendoci mare le barche all’interno rollano troppo, quindi l’ammiraglio Secchio decide di cambiare baia e trovarne una più protetta.
Cerchiamo riparo a Steni Vala, ma non c’è posto , quindi andiamo in una baietta vicinissima, protetta dal mare e dal vento.
L’acqua è trasparentissima e non vedo l’ora di tuffarmi.
Valentina come sempre ormeggia sicura, ancora e cima a terra.
Arriviamo presto nel primo pomeriggio, ognuno si dedica alle proprie attività : chi fa il bagno, chi legge, chi dorme in pozzetto.
Preparo una insalatona di riso che dopo il bagno corroborante viene divorata in religioso silenzio da tutti.
Michele e Flavio, lo skipper della barca ammiraglia, decidono di andare con il tender a terra, mi aggrego e partiamo, portando tre grossi sacchi di spazzatura.
Fatichiamo a trovare il bidone, ci trasciniamo questi sacchi pesanti e maleodoranti,dobbiamo risalire la strada e poi ci accorgiamo che bastava andare direttamente dal molo.
Pazienza.
Ci si rende conto di quanti rifiuti si producono in un giorno quando si viaggia in barca a vela.
Facciamo la spesa , abbiamo già finito il vino in due giorni, e quindi la cambusa va rimpinzata.
Comperiamo anche il ghiaccio per il frigorifero, che buffo portare un sacco di ghiaccio che peraltro ha il coraggio di costare 5€.
Il porticciolo è molto carino, con pochi posti barca e i ristoranti con terrazze affacciati sul molo.
Ci sediamo al bar eleviamo qualcosa, mentre osserviamo gli avventori.
Ci sono gruppi di giovani ai vari tavoli, molto carine le ragazze, e scorgo tra i due miei accompagnatori un sorriso complice.
Sono soprannominati Bibì e Bibò dalla compagnia, ma non ho capito il motivo…
Parliamo di barche e di vacanze, ancora non ci conosciamo e gli argomenti sono molto vaghi.Michele è il marito di Monica e fa parte del mio equipaggio, mentre Flavio è marito di Roberta e fa parte  dell’equipaggio dell’ammiraglia.
Michele è fino ad ora il nostro uomo ancora.
Ha una precisione esagerata nell’individuare il punto di ancoraggio e suggerisce a Valentina dove e come ancorare.
Ritorniamo in barca e prepariamo la cena, questa volta condivisa con l’ammiraglia.
Siamo ormeggiati vicini e mentre loro preparano i peperoni al forno, noi prepariamo la pasta aglio olio e padroncino.
Purtroppo mentre siamo mangiando questo bendiddio, una pioggia fastidiosa ed insistente, ci rovina la festa.
Riusciamo comunque a stare in pozzetto riparandoci in qualche modo e dopo la pioggia si aprono i cicchetti post cena e allora comincia il divertimento!!!
Vittima della serata è Susi che simpaticissima reagisce molto bene alle provocazioni.
Dopo aver rinunciato ai due gemelli in traghetto, la cui storia sarà il tormentone di tutta la vacanza, decidono di presentarle un amico di Ferrara, un certo Carlo, di cui descrivono le molte qualità e si fanno molteplici illazioni sul loro possibile incontro.
E’ un gioco spassosissimo che ci fa trascorrere la serata in allegria.
Non ho ancora descritto il nostro equipaggio.
La skipper è Valentina, una bella ragazza bionda con occhioni azzurro intenso.
Molto precisa e determinata si muove sicura senza alcuna sbavatura ed incertezza.
Lei condivide la cabina con Susi, che sarà il nostro “uomo delle cime a terra”.
Sarà la nostra rovina dieta, poiché tutta la vacanza ci vizierà con dei mitici aperitivi, che non so per quale motivo sa fare con grande sapienza.
Paul il secondo skipper, molto tranquillo con un grande “ difetto”. Fuma tantissimo e non riesco in nessun modo a farlo smettere!!!!
Condivide la cabina con la sua compagna Daniela, che carinissima si dà un gran daffare in barca.
Michele detto Migghe è il nostro uomo ancora, e anche il “meccanico” di tutti i tender.
Funzionano solo con lui.
Forse è un mago dei motori, ma è buffo che funzionino davvero solo quando li aziona lui.
Divide la cabina con la moglie Monica, che con Daniela lavorano moltissimo per tenere in ordine la barca.
Poi ci siamo io, Renata e Gianpietro, il mio grandissimo marito.
È da tutti chiamato “Renato” quasi ci fosse uno scambio di persona, oppure una fusione con me.
Sono stati molto carini e ci hanno concesso la cabina di prua, che è la più grande e la più luminosa…
Ma alla fine del viaggio avremo la sorpresa…
Domani vi parlerò degli altri equipaggi…
Buona notte.

11/08/2006   questa notte è la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti.
Partiamo verso le 11 dopo il bagno, la colazione, e la preparazione della barca per la navigazione.
C’è un bel vento e srotolate le vele procediamo con andatura di bolina.
Ci intervalliamo al timone io e Susanna.
Il vento prima rinforza ma avendo gli strumenti starati non riusciamo a capire quanti nodi siano di intensità.
Siamo diretti verso l’isola di Kirapanaghia e dopo 10 miglia  raggiungiamo la baia, che ha un isolotto al centro.
Io e Susi portiamo la cima a terra, ma incapaci di remare non riusciamo ad avanzare di un millimetro.
Suscitiamo l’ilarità di tutto l’equipaggio che immortala il momento esilarante.
Se remo io il gommone gira a sinistra, se rema Susi gira a destra.
Riusciamo dopo vari tentativi e tante risate ad arrivare a terra e a fissare la cima, così anche Valentina riesce a completare l’ormeggio.
La barca ammiraglia è già arrivata e assistono al nostro ormeggio, divertiti.
Ci sono anche le altre due barche: Siren e Ile de Folegangros.
Sul Siren detta la barca dei Padovani, ci sono:
Marco l’unico padovano del gruppo, è simpaticissimo, e solo a guardarlo fa simpatia.
È un ragazzo pieno di energia ed entusiasmo, vive praticamente in simbiosi con la sua macchina fotografica, e sarà il nostro reporter ufficiale.
Giovanni, altro padovano, ma trapiantato dalla Toscana, ha la passione della Divina Commedia che ci leggerà durante alcune serate speciali.
Anna , bravissima a condurre la barca, ormeggia sempre con grande sicurezza, molto appassionata di vela, mi racconta divertenti episodi .
Simone detto Greg è il loro uomo ancora, fidanzato di Anna, carino e sempre gentile.
E poi ci sono le mitiche Marina e Silvia.
Romane.
Silvia è un ingegnere, e stupirà tutti perché riparerà la pompa di sentina della barca.
Marina invece è un concentrato di femminilità e ci stupirà tutti una sera, ma ve lo racconterò al momento giusto.
Sulla barca Ile de Folegangros ci sono:
Giovanni lo skipper, bel ragazzo simpatico e solare che vive a Bologna, ma ha un accento strano e non si capisce di dove sia, anche se dice di essere di Gorizia.
Lara, una bella ragazza bionda, carina e sofisticata, sempre sorridente e partecipativa.
Lei ha un accento decisamente milanese, che a volte fa divertire.
Alice, figlia di Giovanni, una carinissima ragazza ventenne, che invidio moltissimo per la sua età.
Cristian il suo ragazzo, che sarà un pescatore boicottato, visto che dovrà ributtare a mare tutto il pescato.
Andrea, un ragazzo spesso serio, fidanzato di Maria una cara ragazza di Latina.Manca ancora la descrizione della barca ammiraglia, ma aspetto il momento favorevole.
Prepariamo la cena io e Gianni, una frittata con le cipolle, ma dalla barca ammiraglia arriva un profumo di pizza.
Loro hanno un grande asso nella manica: gli chef!!!
Vi racconterò di loro!!!
Che invidia, ma si sono opportunamente ancorati un po’ defilati , così da non essere raggiunti.
Finita la cena facciamo il test del cubo nel deserto e le risposte sono divertenti, passiamo così un po’ di tempo chiacchierando.
La luna è piena ed illumina troppo il cielo, non riusciamo a vedere alcuna stella cadente.
Buona notte.

12/08/2006   bellissima giornata iniziata con un gran bagno e una esagerata colazione.
L’acqua è trasparente, azzurra e calda. Fantastica!!
Purtroppo si deve risalire a bordo velocemente prima che gli effetti della colazione si facciano sentire, e la baia si sporchi…
Partiamo per esplorare altre baie e arriviamo in una baia dove alla sommità della collina c’è un monastero.
Scendiamo in 3 dalla nostra barca,  io, Monica e Michele, e in 4 dalla barca ammiraglia, Lorella, Gioele, Giuseppina e Cinzia.
Saliamo la collina, io sfoggio contenta le mie nuove scarpe Merrel, comperate per l’occasione.
Il paesaggio è incantevole e le foto lo dimostreranno, l’acqua ha un colore smeraldo e sono carine le quattro barche insieme dentro la baia.
La visione delle altre isole è magnifica, il cielo è azzurro intenso e l’aria è molto limpida così da permettere la visione lontana.
La nostra barca è accostata all’ammiraglia e dall’alto sembrano due fidanzatini che si baciano teneramente.
Il monastero è davvero minimale, semplice ma austero.
Noi ragazze ci dobbiamo coprire con dei parei e chi non li ha portati li trova all’ingresso.
Entriamo passando attraverso un piccolo androne, dentro ad un piccolo cortile circondato da un edificio basso.
Al centro del cortile c’è una piccolissima cappella con una porticina stretta.
All’interno tutte le dotazioni per il rito ortodosso.
Tutto è pulito ed ordinato.
Siamo tutti silenziosi e giriamo composti.
Scatto molte foto perché è un posto particolare. Nella sua semplicità è un microcosmo di assoluta perfezione.
Un monaco alla nostra vista sparisce velocemente al piano superiore.Scendiamo e ci rendiamo conto di aver avuto fortuna perché incontriamo un gruppone di turisti greci rumorosi e numerosi.
Abbiamo avuto la fortuna di rimanere soli in quel posto così speciale assaporandone la spiritualità in santa pace.
I turisti sono arrivati con due grandi barche che rovinano l’incanto della baia.
Al nostro rientro il resto dell’equipaggio ha preparato dei  crostini succulenti, la fame è notevole e divoriamo tutto in pochi secondi.
Il Secchio con il suo equipaggio ci precede decidendo di abbandonare la baia ora rumorosa e troppo trafficata, diretti verso la baia di Planitis, dove passeremo la notte.
È una baia con una conformazione strana, all’ingresso c’è un isolotto, e poi all’interno ci sono due insenature profonde a forma di lago.
L’acqua è torbida e scura per la presenza di poseidonia, e non ci alletta fare il bagno.
Siamo per la prima ed ultima volta ancorati alla ruota, così siamo distanti da tutte le altre barche, non si può portare la cima a terra perché siamo troppo lontani, avvicinarci non si può perché il fondale è basso.
Gianni e Susi preparano la cena a base di wurstel e fagioli, cena perfetta per una giornata di montagna, infatti sembra di essere dentro ad un lago di montagna.
Abbiamo rischiato di fare una cena a base di pesce visto che nel tardo pomeriggio c’è stata una spedizione in gommone per trovare pesci: Secchio, Migghe, Paul in un gommone mentre sull’altro Marco, Giovanni, Silvia e Marina.
C’erano solo tre branzini che hanno comperato l’equipaggio del Siren, visto che l’idea di andare dal pescatore è stata loro.
Bella cenetta a base di branzini.
Tornano inoltre con un bancale di legno e durante il tardo pomeriggio trafficano con un bastone di legno recuperato in spiaggia ed altri oggetti.
Siamo incuriositi e alle nostre domande ci promettono che dopo cena sveleranno il segreto.
Andiamo a remi, non siamo lontani e viene anche Marco a fare un giro per caricare metà equipaggio.
Ma ci porta da Cleopatra, perché loro devono ancora finire la zattera costruita con il bancale.
Arriva anche l’equipaggio del Siren, ma della zattera non c’è traccia.
Siamo in 22 assiepati tutti in pozzetto, Marco ci fotografa e ci chiede di scrivere su un pezzetto di carta un pensiero.
Raccolti tutti i biglietti va in barca e torna con la zattera su cui al centro vi è infisso il bastone dal quale pende una bottiglia di plastica per reggere un lumino.
È buio ed è tutto molto suggestivo.
Appoggia i nostri messaggi sopra la zattera e dopo aver fatto leggere al Secchio il saluto al mare, preparato da Giovanni, la  lascia andare  al suo destino.Tutti ci preoccupiamo che la fiammella possa essere pericolosa per le altre barche e lo costringiamo a raggiungere la zattera e riportarla a  riva.
Torna entusiasta dicendoci che il mare si è portato via i nostri messaggi.
Tutto è molto suggestivo e anche divertente, sospettiamo che si sia messo in tasca i nostri messaggi per leggerli di nascosto.
Marco ride e continua a scattare foto, foto e ancora foto…
Ci sono le stelle, è visibilissima la via lattea perché la luna deve ancora sorgere.
Riusciamo a vedere i satelliti correre veloci, gli aerei, e qualche stella cadente che viene accompagnata da un OHHHH di gioia.
Torniamo in barca facendo a gara a chi arriva prima con il gommone a remi e anche questo diventa motivo di risate..
E buona notte…
Cala il solito…quasi silenzio…cioè il silenzio delle segherie…

 13/08/2006   mi sveglio che la barca ha il motore acceso e sento lo sciabordio del mare a prua. Esco è non c’è più terra!!
Siamo partiti prestissimo diretti a Skiros, dobbiamo percorrere 40 miglia.
Per un bel pezzo andiamo a motore e poi pur non essendoci molto vento srotoliamo le vele lo stesso.
Per fortuna perchè al largo rincontriamo un branco di delfini!!!
Che emozione…
Sono tantissimi e ad avvistarli è stata Daniela, bravissima.
3 vengono verso di noi a giocano a farsi rincorrere dalla barca correndo davanti alla prua a pancia in su, altri 3 si avvicinano e altri 4 sono un po’ lontani, altri ancora sono più in là.
Siamo emozionati, silenziosi, e non sappiamo come fare per farli avvicinare.
Buttiamo un panino che si perderà nella corrente…
Arriva purtroppo una barca a vela con il motore acceso, e i delfini scappano.
Accendiamo il motore anche noi anche perché non c’è più vento, io vado a schiacciare un pisolino.
Mi sveglio di soprassalto con un rumore di acqua!
Migghe ha lanciato un secchio alla barca ammiraglia che si era avvicinata, lasciando tutti
di stucco.
Sarà uno scherzo che ci costerà caro, perché secondo me si vendicheranno appena possibile.
Arriviamo finalmente in prossimità di Skiros e passiamo tra due isole dove l’acqua è davvero bassa, si rischia di toccare.
Arriviamo a Linaria, un piccolo porticciolo dove attraccano anche i traghetti.L’isola è molto brulla quasi senza alberi, ma il paesino è carino con le case bianchissime.
Stanno uscendo giusto tre barche dal porticciolo, e noi come sempre ormeggiamo veloci e sicuri, con Valentina e Migghe.
L’ammiraglia è dietro di noi ed hanno qualche difficoltà con la tenuta dell’ancora, noi ormeggiamo, scendiamo a terra, andiamo al bar, ed  assistiamo all’ormeggio difficoltoso di Cleopatra.
Le ragazze scendono a terra, mentre tutti i maschi sono impegnati nell’ormeggio.
Abbiamo tutti voglia di civiltà: di stare seduti ad un baretto e guardare la gente passare.
Al bar ci facciamo notare visto che la maggior parte indossa la maglietta arancione di Oltremare, e sembriamo tanti monaci tibetani.
Mentre siamo tranquilli al bar Susi telefona concitata a Vale, chiamandola urgentemente in barca.
Praticamente un motoscafo non riesce ad ormeggiare ed è praticamente andato a sbattere addosso a tre barche compresa la nostra.
Ha ormeggiato sopra la nostra ancora e rischia di spedarla.
Il proprietario si è ferito ad un piede e la moglie o fidanzata non lo aiuta per niente.
Vale e Migghe salgono prontamente a bordo e rischiando non poco cercano di aiutarlo ad ormeggiare.
L’operazione non è semplice perché il tipo è imbranatissimo, incapace di governare la barca.
Siamo tutti preoccupati anche perché sta soffiando un po’ di vento e temiamo che questo personaggio possa fare altri danni.
Finalmente riescono e si mettono tranquilli, lui è visibilmente provato, con il piede che continua  a sanguinare e con la moglie in piedi ferma impassibile che si fa guardare da tutti.
E’ veramente una bella donna e i commenti si sprecano, poi verremo a sapere che lui è il rappresentante della Tullio Abbate per la Grecia, è architetto e la ragazza è la moglie pure architetto.
Ci ringrazia moltissimo e per sdebitarsi ci aiuta a telefonare per prenotare dei taxi per andare a Skiros, il paesino in cima alla collina.
Facciamo la doccia chi in barca chi in un cortile dei pescatori dove lavano il pesce con la canna dell’acqua.
Io non ce la faccio perché l’odore è troppo intenso.
Puliti e profumati saliamo su questi benedetti taxi che si fanno attendere un po’, il nostro sembra Schumacher perché corre come un pazzo facendoci più volte rabbrividire.
Un po’ alla volta arrivano tutti e cominciamo a visitare il paesino, carino, abbarbicato su un cocuzzolo di una collina.
Le case sono bianche di forma cubica, sono ovunque , e sembrano dei giocattoli buttati per caso da un bambino gigante, che ha giocato a sparpagliarle senza ordine.
Le finestre e gli infissi sono azzurri mentre le terrazze ed i camminamenti sono dipinti di grigio.Ci sparpagliamo nei vicoletti dove si affacciano negozietti che vendono le solite chincaglierie per turisti.
Ceniamo non tutti insieme in una terrazza al primo piano di un ristorante, i “ padovani”, l’equipaggio del Siren, arriva quando noi stiamo già mangiando e non ci sono più tavoli liberi.
Finita la cena andiamo a bere un Monito in una terrazza all’aperto sopra la piazza.
Ci sono moltissime persone in giro, la località è molto turistica.
I miei ricordi della volta scorsa sono molto appannati e francamente mi sembra di non esserci mai stata.
Molte cose sono cambiate.
Alle 23,30 abbiamo appuntamento con il taxista che udite, udite , arriva puntuale!!!
Corre come un matto verso il porto e siamo terrorizzati di fare un incidente…
Arriviamo sani e salvi alla nostra barchetta di nome Hector..
Buona notte.

14/08/2006  bellissima giornata, sono tutti al bar per la colazione allo yogurt, etc…
Valentina riesce dopo lunghe contrattazioni a trovare un pulmino per fare un giro dell’isola.
L’autista di nome Lefteris, parla molto bene l’inglese, è simpatico e ci scorrazza in lungo ed in largo per l’isola.
Visitiamo un sito con 3 piccole cappelle ed una scogliera particolare.
È la spiaggia di Skiros città dove fino a 15 anni fa c’erano vigneti, mentre ora una urbanizzazione senza ordine di ville cubiche circondati da  giardini all’inglese si estende esageratamente fin sotto la collina.
Sono architetto e dovrei essere contenta delle urbanizzazioni selvagge, ma qualcosa dentro di me si rivolta ogniqualvolta un territorio subisce degli scempi speculativi.
Ci dirigiamo per il pranzo verso Skiros città e noi ragazze entriamo tutte in un negozietto molto interessante.
Usciamo tutte con un pacchetto in mano, io compro una gonna nera con fasce rosse e oro, seguendo il suggerimento di Roberta, mentre Marina ne prende una rossa.
Fa molto caldo non c’è vento o meglio aria, visto che siamo a terra.
Mangiamo su una terrazza infuocata dove resistiamo pochissimo tempo.
Dopo pranzo continuiamo il tour dell’isola verso nord ed arriviamo in un posto molto affascinante : Atzitza.
Nel 1900 un treno in quota con le rotaie sorrette da piloni in pietra portava il carbone dentro alle navi da carico.
Sono rimasti i pialastroni che si tuffano nel mare color smeraldo, e tutto intorno ci sono alberi molto verdi.
Una foto ci fa vedere come era organizzato il luogo in quegli anni.Ci ritroviamo anche con l’equipaggio dell’Ile de Folegandros, che con i loro motorini scorazzano sull’isola da due giorni.
Ripartiamo ed il pulmino è diventato un forno, quindi cerchiamo refrigerio in una baietta per fare il bagno, anche l’autista si tuffa dopo essersi denudato completamente e in acqua invoca inutilmente Valentina, che prontissima si è data alla macchia…
Ritornati al porto facciamo la spesa, acqua, e doccia.
Altra super spesa di 222 € e abbiamo ricaricato la barca…
Valentina oltre al pulmino organizza una cena a base di aragosta  e pasta per la modica cifra di 17 €.
La cena si svolge sopra una terrazza deve siamo divisi in due tavoli da 14 persone e la nostra presenza si fa notare, perché siamo sufficientemente rumorosi.
Finita la cena un gruppo si avventura in discoteca mentre altri si rifugiano in barca dove tra ouzo e caffè borghetti si finisce in bellezza la serata.
Buona notte.

15/08/2006      Ferragostoooo  sveglia all’alba e preparativi per la partenza decisa per le 8,30, diretti a Skantzura.
Partiamo tutti vicini, vicini.
Appena fuori dall’istmo pericoloso Siren ed Ile de Folegfandros issano le vele e si dirigono di bolina , mentre noi e Cleopatra procediamo a motore…
Un bel vento di NE il famoso Meltemi, ci fa srotolare velocemente le vele e comincia il divertimento.
Saranno sicuramente 15 nodi e veleggiamo veloci intervallandoci tutti al timone.
Arriviamo in una baia bellissima con l’acqua chiarissima e limpidissima, c’è anche una spiaggia piccolissima con la sabbia bianca. Sembra una piscina.
Decidiamo di fare “ vacanza “  e ci tuffiamo in acqua per ore ed ore.
Il mitico ammiraglio Secchio costruisce come i castori un muretto per rendere l’ancora più sicura, andando ripetutamente in apnea sotto acqua.
Non ho mai visto marinai così precisi come questi Oltremarini negli ormeggi ed ancoraggi.
Susi prepara una cena a base di risotto con cipolle e vino bianco buonissimo, divorato in pochi minuti di religioso silenzio.
Dopo cena riceviamo tutti gli altri equipaggi sulla nostra barca, e Giovanni di Siren declama ad alta voce un canto della Divina Commedia precisamente un canto dell’inferno dove si parla di Ulisse, visto il luogo.
È molto suggestivo e grazie al luogo, all’atmosfera, si possono chiudere gli occhi ed immaginare di essere Ulisse che vaga tra queste isole alla ricerca della sua Itaca, anche se molo lontana.
La serata passa velocemente tra risate e chiacchiere allegre supportata dalle mitiche bevande alcoliche.
Buona notte.

16/08/2006      sveglia presto  e partenza scaglionati, dobbiamo partire prima di tutti a causa del vento che ci spinge verso le altre barche.
Usciamo dalla baia uno alla volta e fuori il vento soffia impetuoso.
Apriamo le vele procedendo di bolina, il mare aumenta sempre più , anche il vento rinforza, siamo costretti a ridurre la randa ed il fiocco, perché il timone sta diventando ingovernabile.
Il mare rinforza sempre più e al timone staranno Michele e Valentina, noi non ci fidiamo, il mare sta ingrossando.
La nostra destinazione è Steni Vala, e finito l’ormeggio tutti ci precipitiamo al ristorante a mangiare pesce.
È una piccola baia con un piccolo molo sul quale affacciano alcuni ristoranti, eravamo già stati il 10 per fare una piccola spesa.
Fa caldo, ma sotto gli alberi si sta molto bene, c’è un venticello gradevole.
Dopo pranzo ci dividiamo, alcuni con l’autobus alla città vecchia dell’isola di Alonissos, altri a fare il bagno.
Giangianni ed io ci uniamo all’equipaggio di Siren ed andiamo alla spiaggia subito dietro il porticciolo.
Stiamo fino al tramonto in completo relax.
Ci ritroviamo tutti per cena allo stesso ristorante dividendoci in due tavoli.
Simo un po’ tutti stanchi forse perché la giornata di navigazione è stata un po’ difficile.
Andiamo a dormire, ma ai ristorantini di fronte al molo cantano rumorosamente fino quasi all’alba, e tanti di noi rantoleranno nella notte.

17/08/2006     ci svegliamo tutti stravolti ed assonnati e ci ritroviamo al bar a raccontarci le disavventure della notte.
In 8 prendiamo l’autobus per visitare la città vecchia.
Gli altri invece devono ancora decidere.
Ci vorrà una oretta di sballottamenti con l’autobus e poi arriviamo alla sommità di un cocuzzolo.
Il paesetto è adagiato sopra il cocuzzolo da due parti, così da avere una visione quasi a 360° del mare.
La giornata è bellissima, luminosa e la visibilità è ottima. Si vedono le altre isole benissimo.
Il centro è davvero molto carino, piccolo e forse un po’ diverso dalle altre isole, ci sono angoli suggestivi, sembra più autentico.
Ci sono dei negozietti davvero particolari che vendono cose anche particolari, una antiquaria ha degli oggetti interessanti,  ma non c’è il tempo di soffermarci a vedere tutto con calma.
Per tornare alla barca dobbiamo pazientare un po’ con i taxi che non ci sono a Patitiri, un centro molto più grande di Stani Vala, dove arrivano i traghetti che scaricano moltissimi turisti.
C’è davvero molto traffico e molta gente, per questo motivo fatichiamo con il taxi.Quando finalmente arriviamo a Steni Vala, non ci sono più le barche, c’è solo Ile de Folegandros.
Pranziamo al solito ristorante e Paul mangia la terza razione di insalata di polipo, una il primo pranzo, la seconda alla cena di ieri sera ed oggi la terza.
Dopo un po’ vediamo arrivare anche Hector con Valentina al timone che ci viene a recuperare.
Partiamo con un bel vento e procediamo ad andatura di bolina.
Procediamo lungo il canale tra le due isole e davanti a noi c’è una bellissima barca a due alberi, un ketch .
È davanti a noi, noi viriamo sempre dopo di loro fino alla fine del canale, quando riusciamo a sorpassarli, e quando siamo vicini , l’equipaggio applaude e si inchina alla nostra skipper.
Il vento è forte ma per fortuna non ci sono onde e ci  divertiamo tutti al timone.
Torniamo a Kira Panaghia e per la prima volta i miei skipper mi insegnano ad ormeggiare.
Che emozione!!!
Faccio prima un giro della baia per capire qual è il posto migliore, poi riesco grazie ai suggerimenti dei miei “ maestri “ ad infilarmi tra l’ ammiraglia ed un barchino di un pescatore.
L’ancora prende subito e Susi porta veloce le cime a terra, mentre il Secchio riprende con la telecamera.
Tuffi e bagni a volontà, ma diamo fastidio al pescatore che sta preparando le esche per la notte, e si allontana.
Durante la sera arriveranno moltissime barche al buio dentro al baia che ha un’isola all’ingresso.
Dopo cena stiamo tranquilli, non riceviamo nessuno e non andiamo a far visita agli altri equipaggi, una serotina tranquilla a raccontarci storie tra noi, come se fossimo a casetta.
Siamo stanchi e andiamo tutti a dormire presto.

18/08/2006   ci svegliamo con una giornata bellissima, cielo azzurro e sole .Mi tuffo appena sveglia e nuoto moltissimo. Vado nuotando a far visita al Siren, stanno tuti facendo colazione. Sono davvero simpatici questi “ padovani” così nominati perché fanno parte dello staff di Oltremare Padova.
Partiamo diretti verso l’ultima isola dell’arcipelago : Psathoura.
Dista 12 miglia dalla baia, andremo per fare il bagno per poi tornare indietro ma nella baia a nord dell’isola.
Usciamo per primi ed esploriamo una baia vicina dove un peschereccio sta partendo.
Hanno buttato in mare una tovaglia di carta avvolgente rifiuti, cerchiamo di recuperarlo ma si apre rivelando il contenuto, lattine e resti di cibo.
Che rabbia vedere una mancanza di rispetto per il mare, buttare i rifiuti è un delitto.
Usciamo a motore ma subito apriamo le vele visto che c’è un bel vento e sta anche rinforzando.Dopo una bella veleggiata arriviamo all’isola, piatta e piccola  con un faro al centro.
Il Cleopatra è già arrivato mentre le altre due barche hanno fatto un giro diverso.
Siamo all’estremità dell’arcipelago e alla fine del parco marino, speravo di vedere le foche monache ma non ce ne sono anche se l’isola sembrerebbe il posto ideale, visto che è piattissima, con una spiaggia bianchissima davanti.
Ormeggio sempre io ma è un po’ difficile, ci sono scogli vicini e sbaglio la manovra, ritento.
Il Secchio riprende sempre con la telecamera.
Ci tuffiamo e l’acqua è trasparentissima, ma la spiaggia è troppo lontana e poi abbiamo promesso che prepariamo il pranzo.
Giangianni ed io prepariamo del pane a mò di pizzette, ma durante la preparazione mi sgrida e per non arrabbiarmi esco faccio un giro della barca e rientro.
Le pizzette sono buone e vengono divorate , mangiamo anche una ricca macedonia preparata dalla Dany.
Mentre noi mangiamo si avvicina pericolosamente l’ammiraglia, capiamo subito che è arrivato il momento della vendetta.
Ma Rollo nel lanciare il secchio perde il manico dello stesso, quindi l’acqua resta nella loro barca, un gavettone fallito.
Michele si tuffa e lo recupera, poi le mie pinne cadono in acqua, Vale si tuffa e le recupera, mentre lavo i piatti perdo una ciotola, e Paul si tuffa e lo recupera..
Il giorno delle apnee, forse è l’acqua così trasparente che favorisce i recuperi.
Ripartiamo purtroppo a vela perché il vento ha deciso di schiacciare un pisolino e sta dormendo profondamente.
Ritorniamo a Kira Panaghia nella baia di Planitis.
Ormeggio io e questa volta con maggior sicurezza.
Il posto non mi piace molto perché ci sono moltissime poseidonie e l’acqua è scura anche se trasparente, ma ha anche un odore un po’ troppo intenso di pesce.
Paul e Dany ci preparano una buonissima pasta con aglio olio peperoncino e patate.
Arrivano Marina Giovanni e Giovanni il Padovano, anche se parla toscano..
In men che non si dica una finiamo una bottiglia di Ouzo .
Arrivano anche le ragazze del Cleopatra per preparare i festeggiamenti per il compleanno del grande ammiraglio il “ Secchio “.
Roberta si diverte moltissimo a gonfiare i palloncini con la pompa a pedale.
Appena il Secchio si affaccia sul Cleopatra nascondiamo tutti i palloncini legati con una cimetta.
Ci salutiamo, ma quando vado a dormire vedo correre uno scarafaggio sul mio letto.
Il mio urlo sveglia Giangianni di soprassalto scatenando una risata generale e poi farò molta fatica per addormentarmi.

19/08/2006   oggi compleanno di Stefano l’ammiraglio…
le ragazze di Cleopatra hanno addobbato la barca con palloncini colorati e quando Secchio esce dalla dinette esplode un grande applauso e l’augurio di buon compleanno. Lui si compiace e sembra divertito.
C’è un clima festoso e facciamo colazione insieme.
È arrivato il momento di descrivere l’equipaggio di Cleopatra.
Paolo e Giusy , lui è il timoniere ufficiale della barca e lei la mattina fa lo Yoga a prua.
Flavio e Roberta, lui è lo skipper e lei è una cuoca divina.
Gioele e Lorella, lui ha un fisico bestiale e canta “il gallo…coe,coe,coe” e lei fa il bagno con un cuscino galleggiante.
Stefano detto “il Secchio” e Cinzia, lui è il mitico capo del gruppo e lei si veste da pirata.
Loro sono la barca ammiraglia che ci precede e ci controlla sempre negli ormaggi.
Loro hanno le super cuoche e dalla loro barca escono profumini succulenti.
Ma  ora dobbiamo partire…
Circumnavighiamo l’isola da Ovest, non c’è molto vento, ma apriamo le vele lo stesso.
Siamo ingaggiati con la barca ammiraglia, e con andatura a farfalla, li sorpassiamo…
Si avvicinano e noi permettiamo che si accostino, ma nel tentativo maldestro di lanciarci un palloncino, Flavio colpisce il fiocco e il palloncino rientra in barca facendo un auto gavettone.
Le risate si sprecano…
Nel match race abbiamo la meglio, loro le tentano tutte, mettendosi in scia, sperando di toglierci il vento, ma non ce la fanno.
Il vento cala ed accendiamo il motore, dobbiamo andare a fare la spesa: abbiamo finito le scorte di vino .
C’è un caldo esagerato e approfittiamo tutti di fare una doccia con la canna dell’acqua, dopo aver riempito i serbatoi .
Durante la navigazione Susi ci prepara una gustosa insalatona che divoriamo in silenzio.
Andiamo a fare il bagno in una baia molto bella : Kokino Kastro.
E non contenti del gelato comperato al supermercato andiamo a terra a nuoto Susi, Vale ed io, seguiti dal gommone con Gianni, Michele, Dany e Monica.
Andiamo al baretto sulla spiaggia e ordiniamo patatine e birre.
Ritorniamo in barca e ripartiamo per Peristeri, l’ammiraglia ha deciso che questa baia non è interessante per passare la notte.
Ormeggiamo accostati alla barca ammiraglia, ma non rifacciamo il bagno visto che ci siamo già cambiati e vestiti per la serata.
Ci si prepara per la grande serata, la festa di compleanno per il Secchio.
Susi prepara i suoi ottimi aperitivi e anche l’insalata di riso.
Arriva al tramonto anche il Siren, quasi all’imbrunire.
Finita la cena cominciano i preparativi: andiamo tutti su Cleopatra, dove una buonissima torta preparata dalle cuoche  viene divorata velocemente.Si beve di tutto, vino , ouzo, sangria…
Marina recita con Giovanni un passo dell’Odissea : lei interpreta Maga Circe.
È bravissima e nel silenzio della baia, la sua voce risuona profonda facendoci vibrare tutti. Rimaniamo con il fiato sospeso.
Gli applausi si sprecano, mentre si beve, si beve, si beve.
L’allegria è contagiosa , tutti ridono chiacchierano e scherzano.
Si balla e alcuni un po’ brilli si sdraiano sui materassini nella nostra barca.
Le risate aumentano e Susi è la nostra vittima: gli scherzi con lei aumentano, ma anche le risate.
Noi stanche andiamo in cabina, mentre  Michele a prua per errore da un calcio ad un bicchiere che avevo preparato per attrarre le zanzare. Arriva un proiettile in cabina che lava Gianni e lo sveglia di soprassalto.
Si leva un boato di risate dalle due barche e poi un po’ alla volta tutto si calma e tutti vanno dormire.

20/08/2006   la barca è piena di api e decidiamo di ripartire in gran fretta, appena svegli e facciamo colazione navigando.
Andiamo verso un isolotto di fronte che si chiama Adelphi.
L’ammiraglia riesce ad ancorare , ma noi e gli altri non riusciamo, quindi ci dirigiamo verso Alonissos , in una baia più a sud rispetto a quella di ieri.
La baia è di sabbia chiarissima, denominata Milia.
Passiamo una giornata di assoluto riposo, fa caldo e non c’è vento.
Verso il pomeriggio ci dirigiamo verso Skopelos ed assistiamo agli ormeggi di tutte le barche che stanno rientrando come noi.
Assistiamo a scene assurde, barche che non rispettano le precedenze, barche che velocissime si avvicinano paurosamente alla banchina di cemento.
È la prima volta che vediamo tutte queste barche insieme, mi chiedo dove fossero in questi giorni, visto che ne abbiamo incontrato pochissime.
Dopo il solito aperitivo,ci prepariamo per andare a cena.
Tutti belli eleganti andiamo a sederci ai baretti lungo la baia.
Per cena troviamo un ristorante che ci organizza un lungo tavolo in discesa.
L’attesa per le pietanze diventa insopportabile ed alcuni arrabbiati se ne vanno prima di finire la cena.
Ci disperdiamo tutti , Gianni ed io andiamo in un bar sopra la città per veder il panorama.

Fa molto caldo e lassù c’è un po’ di venticello e refrigerio.
Torniamo in barca e troviamo tutti a bere ancora…
A forza di bere diventeremo degli alcolizzati .

20/08/2006   partiamo prestissimo prima degli altri , facendo colazione in navigazione.
Il mare è talmente piatto che non si riesce a distinguere il mare dal cielo.
Ci fermiamo in una baia con l’acqua trasparentissima, e la sabbia così fine che inghiotte la sabbia.
Ripartiamo per una baia a nord i Skiatos detta Lanaria, che si raggiunge solo quando il mare è calmo e non soffia il Meltemi.
Ci sono moltissime barche, barconi, gommoni, ciabatte,poche barche a vela
Raggiungiamo la spiaggia a nuoto ed è bellissima, i ciotoli bianchissimi rendono l’acqua trasparente.
Dal Cleopatra suona il corno per chiamare per il pranzo, è divertente perché le barche con i turisti suonano la campana e sembra uno scherzo.
Ripartiamo e Cleopatra si avvicina, noi avevamo preparato i palloncini pieni di acqua, li sorprendiamo lanciando questi gavettoni inaspettati., che centrano in pieno Paolo detto Rollo ed il pozzetto.
Arriviamo a Skiatos alle 15,00.
È caldissimo e approfittiamo di farci la doccia con la canna.
Nell’attesa del check out, andiamo tutti al bar del primo giorno, il cameriere ci accoglie festoso e siamo davvero uno spettacolo tanto da far fermare anche un turista a chiederci quanti siamo.
Non si può fare la doccia dal vecchietto perché in queste due settimane è purtroppo mancato e nessuno sa dove abbia nascosto le chiavi.
Tutti si danno da fare a cercare l’ultimo regalino , ma è molto faticoso perché ci saranno 45° e molta umidità.
Verso sera torniamo al nostro solito baretto per l’ultima cena prima della partenza.
Ultimo giro e poi a dormire.

21/08/2006   sveglia alle 6,30 all’alba.
I preparativi sono svolti in silenzio , con i musi lunghi.
La vacanza sta per finire.
La colazione è triste perché i bagagli sono tutti accatastati dentro la macchina del barista.
Arriva l’aliscafo e comincia il viaggio di ritorno.
Aliscafo, pulmann, aereo.
C’è una gran cappa di afa e polvere rossa sopra Atene, non c’è la limpidezza del giorno di arrivo.
In aereo si legge e secondo me tutti sono proiettati agli affari di casa .
È stata una bella vacanza con bel tempo e con persone simpatiche.
Mi auguro di ripetere l’esperienza.mi auguro che anche loro siano stati bene con me, anche se non siamo riusciti ad approfondire molto in questi quindici giorni.
Grazie
Renata

 

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