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Due nuovi bellissimi report della crociera di capodanno

 

 

 

 

 

Martinica - Grenadine : Crociera in catamarano dal 26/12/10 al 07/01/11

Equipaggio: Pierpa (comandante), Vanes (2ndo), Silvia, Federico, Francesca, Pietro, Anna, Elena, Angela.

 

25/12: Partenza con Air France via Parigi con voli diversi per orari e città di partenza: siamo tutti a Fort de France in Martinica per la sera di Natale! Appena usciti dall'aeroporto siamo accolti da una temperatura bellissima e calda che ci fa dimenticare la stanchezza del volo e il caos di qualche bagaglio lasciato a Verona (e qui un "bravissimi" a Francesca e Federico che se la sono cavati alla grande!). Pernottiamo a Le Diamant all'hotel Mercure, molto carino, ottimo rapporto qualità-prezzo e con le camere dislocate in piccoli edifici colorati. Prima della nanna, relax in terrazza già in pantaloncini e maglietta ... la vacanza ha inizio!!!

 

26/12: MARTINICA - Le Marin

Buon Santo Stefano! Risveglio con almeno 25 gradi, con vista del mare e della Diamond Rock nella baia davanti! L'inizio è dei migliori! Subito dopo colazione partiamo alla volta di Le Marin su un solo taxi-van ma in 10 con l'autista (il secondo taxi richiesto non è pervenuto ma niente di strano perchè siamo nel Caribe!) e così diamo il via ufficiale alle risate! Ci presentiamo all'ufficio della locazione del catamarano, Corail Caraibes (poi ribattezzati i “coralli caraibici”) e ci dicono, con nostro grande piacere, che il catamarano è già pronto ed a nostra disposizione! Ottima notizia! Nel giro di qualche secondo ci siamo già impossessati di Turitelle, il ns Lagoon 380 che sarà la nostra "casa caraibica" per le prossime due settimane! Check in del Pierpa con i locali ed a seguire un pò di ultimi acquisti per completare la cambusa che avevamo per la maggior parte ordinato da casa via Internet (con relativa consegna in barca da parte del supermercato), stivaggio e sistemazione generale. Ci rendiamo conto che è già pomeriggio quindi, di comune accordo, decidiamo di rimandare la partenza ufficiale al giorno successivo per evitare di arrivare a St.Anne subito prima che faccia buio. Prevale la comodità di una doccia nei bagni del marina e una merenda-aperitivo-cena al Mango Bay, il covo ritrovo di tutti i velisti della zona! Proviamo le accras, delle polpettine fritte ripiene di pesce, tipiche di questa isola! Dal primo giorno ufficiale di vacanza si doveva già capire che avere degli orari per i pasti non sarebbe mai stato il nostro forte (soprattutto della parte femminile dell'equipaggio!) ma d'altronde... la vacanza in barca è ANCHE questo!!!

 

27/12: SANTA LUCIA - Marigot Bay

Primo risveglio in barca, sempre uno spettacolo! Ore 7:50 mollato ormeggi.. la vacanza in mare ha ufficialmente inizio! Destinazione Sud, salutiamo la Martinica per dirigerci verso Saint Lucia. Appena fuori dal ridosso della costa, eccolo uno dei grandi protagonisti, il vento, l'Aliseo! Il vento caratteristico di questa zona, da Nord - NordEst quasi sempre costante tra 10 e 20 nodi! Turitelle si presenta subito molto bene e con i suoi 6,5/7 nodi al lasco ci fa volare su Marigot in circa 4 ore; bella navigazione e bel battesimo con l'oceano che nei canali tra un'isola e l'altra con le sue onde di quasi 2 metri ci fa davvero entusiasmare!

Durante la navigazione le chiacchere fanno da padrone (la Fra comunica a Pierpa che vorrebbe anche fare delle "impalature" sulle cime: maaahhhh???!!!) e c'è il primo "episodio avventuroso": sentiamo un odore forte di bruciato e "segugio" Pierpa scopre che una delle batterie sotto al letto di Silvia e Vanes si è fusa! I “coralli caraibici” concordano con Pierpa di sostituirla a Union il 30/12. Ce la possiamo fare! Ma ci chiediamo: dopo essere stato la sotto respirando quell'odore fortissimo.. sarà lo stesso Pierpa di prima??? Saint Lucia si presenta molto verde, con una vegetazione davvero rigogliosa! Arriviamo a Marigot, una baia raccolta e davvero deliziosa, con il palmeto a riva ed alcune eleganti “casine” arrocate sulla collina! C'è anche un marina ma vogliamo assolutamente gustarci la rada! Pierpa va a fare dogana assieme a Fede e Vanes che è già diventato il tutore del tender dato che solo con la sua proverbiale pazienza si può accendere il motore! Primo bagno ufficiale, che meraviglia! Iniziamo a socializzare con i locali e compriamo frutta da uno di loro che arriva sottobordo a cavallo di una tavola da surf ormai in disuso; proviamo tutti lo star fruit, chiamato cosi perchè tagliato a fette è a forma di stella: un pò asprino ma non male! Verso sera scendiamo a terra nel paesino in tipico stile coloniale, ordinato e pulitissimo e dopo un mini shopping tra cui il cappellino ufficiale dei pirati per la nostra mascotte Elena, il giro nel mini marina è d'obbligo per rifarci gli occhi! Che belle barche! In effetti anche in baia si era visto di tutto un pò! Ci fermiamo a cena in uno dei ristoranti "vista baia e cat" con simpatici cartelli di "saggezza oceanica" appesi alle pareti e restiamo molto soddisfatti dal mahi-mahi e dai jumbo prawns avvolti nel bacon su un letto di crema di mango, davvero niente male! A tavola le risate continuano soprattutto post commenti di Federico all'ennesima foto con lui richiesta dalla Fra! Elena alla vista delle mini lanterne sopra alla tavola, ha un'idea: queste ci servono in barca... cosi da risparmiare sulle luci mentre si mangia in pozzetto! Ma uno strano timore reverenziale nei confronti della padrona del locale non ci permette di chiederle nemmeno come regalo di Natale. Pierpa, che aveva fatto da sentinella sul cat, ci viene a prendere con il tender.

 

28/12: SAINT VINCENT - Wallilabou Bay

Ore 8:00 mollato ormeggi. Capitan Jack Sparrow stiamo arrivando! Eh già perchè a Wallilabou è stata girata una parte del film "Pirati dei Caraibi". Dopo una veleggiata intensa, 43 miglia al lasco con velocità di punta sopra i 7 nodi, arriviamo alle 15:30 in questa baia dove il verde della vegetazione si mischia con quello smeraldo del mare! Grande impatto! Siamo all'ancora e diamo fondo proprio davanti al set o per meglio dire a quel che ne rimane! Arriva a salutarci un "cicerone marittimo" con la sua barchetta e ci indica i punti che sono rimasti dal set originale, tra cui un pontile, alcune costruzioni, dei cannoni; poi, dato che c'eravamo, abbiamo comprato anche alcuni "gioielli originali dedicati al film" che vendeva lui. Come resistere allo shopping??? Poi c'era anche un regalo da comprare: quello per Elena (una collanina con i colori della bandiera di St. Vincent), domani è il suo compleanno! Pierpa, post dogana incontra a terra Omero Moretti, lo skipper che ha fatto svariate traversate oceaniche! Questa è la prova che il mondo Oltremarino è "piccolo"... e che con la maglietta Oltre Mare addosso conosci e ti riconoscono!!! Dopo il bagno inizia un pranzo-merenda-aperitivo-cena che si concluderà in serata con un'abbondante classica carbonara barcaiola, senza parmigiano però! Ci rifaremo! Il meteo davvero fenomenale ci fa notare i primi segni di una bella abbronzatura, per alcuni di noi anche di qualche bruciaturina ma nulla di serio! L'equipaggio socializza sempre piu' e si scopre che il soprannome dell'entusiasta Francesca è “Caciotta” o “Caciottara”: fortissimo!!! Soprannome del giorno di Vanes: Abdul (chissà perchè? Ha una pelle che sembra sia già qui da un mese!!!) Anche se forse ci si aspettava di respirare ancora di più l'aria piratesca e cinematografica, siamo molto soddisfatti di aver visto una baietta cosi carina! Ma una domanda senza risposta frulla ancora in testa all'equipaggio femminile: ma Jhonny Deep dov'è?????

 

29/12: BEQUIA - Admiralty Bay

Buon Compleanno Elena! A colazione ci sono auguri e baci di rito poi piu' tardi inizieranno i festeggiamenti! Ore 9:00 mollato ormeggi. Navigazione a vela e motore per 15 miglia a 6 nodi di media. Arrivo a Bequia alle 11:30 ed il ns. amico gavitello è in baia ad attenderci compresa l'assistenza all'ormeggio da parte del barca-indigeno di turno. Sistemati in un'oretta. Bella baia, grande ed abbastanza popolata. Dopo bagno di rito e pranzo a bordo, conosciamo Marzio e famiglia più ospiti, degli amici di Pierpa del ferrarese che hanno comprato un catamarano e si sono trasferiti in quel del Caribe almeno fino ad Agosto: beh... non male! Provato per la prima volta il banana bread ... buonissimo!!! Scendiamo a terra per visita al paesino: davvero super grazioso, colorato, si respira un'aria di tranquillità e vera vacanza! Quello che doveva essere un minimo “rimpinguamento” della cambusa si è rivelato uno shopping furente ed un assalto ai caratteristici negozietti locali! La Fra e Silvia fanno addirittura amicizia con la loro look-stylist locale, Malissa, con tanto di foto ricordo finale! La Fra compra il suo cappello caraibico- rasta e da questo momento... si suona una musica diversa! Pierpa invece compra per primo quella che diventerà la maglietta "ufficiale" della vacanza, con la scritta "Sail fast" sul davanti e " Live slow" sul retro. Puntatina al mercato per comprare la frutta (mango, ananas e passion fruit a raffica!) poi aperitivo al Frangipani, con vista catamarano, dove ci regaliamo un tramonto da urlo! Cena da Tommy's Cantina, dove hanno l'albero di Natale piu' bello del mondo fatto di alghe e decorato con cime e conchiglie! E' cosi! Spesso, spessissimo ci dimentichiamo che è Natale, ormai Capodanno, ma con questa temperatura da sogno è molto difficile ricordarsene! Con cappellini e trombette assolutamente locali, festeggiamo Elena! Beh, direi che non è male compiere 10 anni il 29 Dicembre in mezzo ai Caraibi!!! Promette bene la ragazza!!!!

 

30/12: UNION ISLAND - Clifton Bay

Ore 8:30 mollati ormeggi. Arrivo ad Union per le 13:30. Laurent di Coral Caraibes ci porterà la nuova batteria! Prima di partire, in rada a Bequia, ci siamo rifatti gli occhi guardando uno splendido arcobaleno intero post acquazzone caraibico: ma allora a Bequia c'è una pentola piena d'oro????

Un pò di navigazione a motore poi via di randa e genoa per arrivare a toccare anche 8 nodi: wow! La Turitella vola davvero! Andando sempre più a Sud i colori diventano sempre più quelli dell'immaginario collettivo sui Caraibi: una volta vicini ad Union il verde della giungla lascia il posto a lingue di sabbia chiara ed il mare presenta tutte le diverse gradazioni dall'azzurro chiarissimo al blu cobalto!

L'ancoraggio è vista oceano con il reef davanti: spettacolare! Il mare ci richiama per un bagno che dura ore con tanto di visitina alla spiaggetta alla sinistra del cat. A prua si vede una zona di acqua ancora piu' chiara di tutto il resto, chiamata appunto The Pool. Appena risolto con Laurent e con la nuova batteria, riusciamo ad andare tutti con il tender e l'acqua è davvero bassissima! Poi merita una visita un minuscolo isolotto sopra al quale c'è SOLTANTO un bar e nient'altro! E' tutto da visitare, vedere, scoprire, ovunque viene la voglia di tuffarsi o di nuotare... come fa Vanes, che arriva fino al reef! La giornata è a dir poco sublime, il sole è forte e meraviglioso, nel cielo nemmeno una nuvola, oggi neanche un mini acquazzone caraibico! L'abbronzatura si inizia a far vedere sul serio!!! Allo sbarco foto dell'equipaggio davanti all'entrata dell'Anchorage Yacht Club! Clifton sembra disegnata con gli acquerelli e nella piazzetta, oltre all'albero tropicale di Natale, c'è un mercato composto da diverse baracchine-negozietti coloratissime. Tra questi un fruttivendolo strepitoso che è pure un "internet point" davvero unico nel suo genere! Anche se la giornata di mare ci aveva assolutamente caricato ci è dispiaciuto non essere scesi a terra prima perchè il giro in paese merita sicuramente ancora piu' tempo con la luce per gustarsi appieno tutti questi colori: sembra di essere in una galleria d'arte a cielo aperto! Cena al ristorante Lambi che si chiama come il tipico conchiglione con dentro il suo “abitante” che abbiamo mangiato in umido oltre al tonno alla griglia, offerto come pescato del giorno, più birra Carib! Il tutto è stato accompagnato dallo spettacolo di una band locale che suona su dei bidoni di latta: che sound! Angela e Fra volevano ballare ma si sono limitate ad esaltare la band dal tavolo! L'entusiasmo è davvero tanto ed a tavola, dopo uno dei tanti brindisi, Pierpa ci esprime il suo desiderio maggiore per l'indomani: che ci sia posto per l'ormeggio a Tobago Cays ad un bel gavitello e che un "isolano" ci possa pescare e cucinare le aragoste... beh Pierpa... ai Caraibi ogni desiderio... è un ordine! Si scopre il soprannome di Federico: Principe (o Prince). Soprannome del giorno di Vanes: Abdi (diminutivo... siamo entrati in confidenza!) Sul tender, durante il rientro al cat, Fra canta " ...love me tender..." , beh... come darle torto?!?!?!

 

31/12: TOBAGO CAYS

Ore 9:30 mollato ormeggi per "girare l'angolo". In effetti dopo quasi 2 ore di una super navigazione tutta in vista di alcuni altri paradisi, come Palm Island e Mayreau, puntiamo in direzione del Tobago Cays Marine Park, un atollo di isolotti DISABITATI che sono stati dichiarati parco nazionale proprio per preservare la loro unicità! Beh già vedendo Union gli occhi si sono riempiti di colori davvero spettacolari ma l'azzurro e la trasparenza del mare legata al bianco delle lingue di sabbia degli isolotti ti inebriano quando inizi a vedere Tobago Cays: è davvero difficile da descrivere in queste righe! A Tobago Cays finisce il mondo e inizia il vero Paradiso! E' tutto un sogno ad occhi aperti! Il NOSTRO gavitello è li che ci aspetta e non si fa attendere neanche lo "scuro" che, post convenevoli classici (che suonano tipo: iello mai frend! hau ar iu?) ci fa vedere un gruppetto di vivaci aragoste appena pescate nella sua barchetta. Pierpa lo mette sotto torchio subito e la contrattazione (divertentissima per noi!) porta addirittura il venditore a dover usare la calcolatrice per arrivare al punto d'accordo per 6 aragoste belle grosse a 230 Dollari americani... inclusa la cottura! Il piatto forte del nostro cenone finisce così sott'acqua dentro ad un sacco legato alla poppa del catamarano. Il venditore ci assicura che nel pomeriggio sarebbe passato a riprendere “il carico” per cucinarlo alla griglia sulla spiaggia e riportarcelo cotto per le 19 che nel Caribe coincidono con la mezzanotte di casa quindi giusto giusto per iniziare a cenare brindando all'anno nuovo ad orario italiano: ottimo! Eravamo dentro a un sogno ad occhi aperti, ben legati al gavitello e con il cenone assicurato: quale modo migliore di salutare il 2010? Sebbene fossimo in mezzo ad atolli disabitati, lo shopping era nuovamente dietro all'angolo, o meglio dietro ad una draglia, grazie a un'altro creolo arrivato con la sua barca accanto a noi. Così ci compriamo tutti la maglietta di rito “Sail fast/Live slow” o “Sail more/Work less” da sfoggiare per il brindisi! E ora... bagno, bagno, bagno in mezzo alla "piscina"! Si nuota con le vere star, le tartarughe! Pierpa ci porta una stella marina bellissima! Giro tender in un'altro isolotto e ci sentiamo Robinson Crusoe: ci siamo soltanto noi!

Ore 19: Auguri!!! Si stappa la prima bottiglia di champagne con la quale iniziamo la cena delle super aragoste! Buonissime! Cotte fantasticamente alla griglia in spiaggia con supervisione di Pietro e Pierpa! Subito dopo cena ed altre 3 bottiglie di champagne i primi iniziano ad arrendersi! Così gli ultimi, che hanno tirato TARDI, vanno a dormire alle 22:30! Niente da fare: la mezzanotte locale sembra ancora troppo lontana! D'altronde stare in acqua e a prendere il sole tutto il giorno... “stanca”!!!! E' un peccato abbandonare questo contesto meraviglioso, in pantaloncini e maglietta, in pozzetto, al caldo e con la sola musica del mare... mentre sta iniziando un anno nuovo! Beh un capodanno tra i migliori ... se non il migliore per molti di noi! Tutte le aspettative sono state di gran lunga superate!

 

1/1/11: BUON ANNO A TUTTI! CANOUAN - Grand Bay

Ore 9:15 mollato ormeggi sotto al diluvio. Siamo al giro di boa: prima tappa della risalita. La meta doveva essere Bequia ma, causa i 20 nodi e passa di Aliseo sul naso (il Nord Est oggi non lo vorremmo...) con pioggia e mare 4-5, siamo stati "respinti" e capitan Pierpa, per non farci "ammaccare", decide di cambiare rotta e fermarci all'isola di Canouan. Non riceviamo nemmeno aiuto al gavitello, sono tutti ancora a dormire post festeggiamenti del capodanno! Cosi Principe e il NOSTRO scuro Vanes vanno con il tender a prendere il gavitello, poco a motore e molto remando! Le risate generali (con sottofondo dei loro improperi) si sprecano! Ma l'ormeggio viene fatto egregiamente come sempre! Siamo scarsi di acqua (in fin dei conti siamo in 9, quindi diamoci anche dei bravini) ma ormai nulla ci spaventa e siamo fiduciosi di farla l'indomani a Bequia. Il relax nel pomeriggio regna sovrano; si sente soltanto la musichetta del nintendo XL, regalo di Elena per il compleanno al quale giocano lei e due delle zie acquisite, Angela e Francesca! Ma chi sarà la piu' piccola in questo gruppo??? Soprannome del giorno di Vanes: Ciccio! Ma questo ci dicono essere quello "ufficiale", usato da amici e parenti.

 

2/1: BEQUIA - Admiralty Bay

Ore 7:30 mollato ormeggi. Ore 12:30 arrivo a Bequia e ci sentiamo del tutto a casa. Respiriamo ancora una volta il sapore della navigazione oceanica quando una barca viene sottobordo per ritirare la spazzatura e farci il pieno di gasolio ed acqua! Questi posti ti danno la possibilità di vedere e vivere delle scene bellissime per la prima volta nella vita! La water-boat attraccata al nostro catamarano regala ancor di piu' l'idea di libertà che solo la barca può offrire. Tanto per non farci mancare nulla, Vanes e Fede (la coppia ormai piu' che consolidata del tender!) partono verso il benzinaio a terra per riempire la tanica della benzina del fuoribordo (per quando funziona!).

Insomma siamo di nuovo belli carichi di tutto: fatti gasolio ed acqua... e chi ci ferma??? La voglia di ritornare verso Sud è già tanta! Anche oggi non optiamo per il marina ... siamo decisamente troppo affezionati ai gavitelli! Dopo bagno e relax scendiamo a terra: Bequia ci era piaciuta davvero tanto e siamo contentissimi di gustarcela una volta in più! La Fra riesce a comprare una originalissima barchetta di noce di cocco con tanto di deriva ma, una volta fatto l'acquisto, assolutamente "incoraggiato" da suo marito, si chiede COME potrà farla arrivare intera sino a Verona??? Altro gran bel tramonto sorseggiando un Passion Daiquiri e cena da Tommy's Cantina (senza cappellini e trombette stavolta!) per provare il loro menu messicano (la Lonely Planet di Silvia docet: niente male!). Soprannome del giorno di Vanes: Vanish (questa è tutta farina del sacco di Anna!)

 

3/1: SAINT LUCIA - Soufriere/Pitons

Ore 6:20 mollati ormeggi da Bequia perchè oggi ci aspettano 52 miglia! La sveglia presto è stata abbondantemente ripagata da una navigazione super, con un mare piatto ed un vento giusto e dalla vista dei “Pitoni” all'entrata della baia! Si tratta dei monti Pitons, due coni mastodontici di origine vulcanica che sovrastano la baia a SudOvest dell'isola: il più alto è quasi 800 metri e sono il simbolo di questa isola, tanto che sono anche riportati sulla bandiera ufficiale, oltre a dare il nome alla famosa birra locale, che avevamo ovviamente già provato nella nostra prima tappa a Marigot!

Non essendoci gavitelli diamo ancora in BEN 25 metri d'acqua ma eravamo praticamente in spiaggia e Silvia con gli uomini dell'equipaggio hanno unito tutte le cime per farne una lunghissima da legare a una palma in spiaggia! Insomma... questa baia di Soufriere ci fa un poco “sufrir”... ma tutto è bene ciò che finisce bene! Anzi, Pierpa ringrazia per avere movimentato la situazione (è andato a togliere la cima dall'elica) altrimenti sarebbe sempre tutto troppo semplice e lineare! Da li a poco arriva Marzio più banda ed il loro ormeggio fa quasi più pensare del nostro! La baia presenta contrasti di colore netti, tra la sabbia scura perchè vulcanica ed i vivaci colori delle barche dei pescatori sulla riva! Pierpa post dogana e post imitazione dei venditori locali (il suo inglese diventa uguale al loro: davvero divertente!) ci informa che a terra non c' è granchè a livello di bar o ristoranti, così decidiamo di restare in barca a goderci un tramonto strepitoso ed un successivo aperitivo lungo-cena! Soprannome del giorno di Vanes: Mares.

 

4/1: SAINT LUCIA – Rodney Bay

Ore 9:15 mollato ormeggi post pulizie profonde nel cat. Oggi tappa piccolina di sole 15 miglia che purtroppo terminano in un battibaleno ed alle 12 arriviamo alla baia davanti a Pigeon Island, subito prima di Rodney Bay per sosta bagno. Diamo ancora davanti ad una piccola baietta davvero deliziosa con spiaggia chiara ed un mare che torna ad essere azzurrissimo e trasparente! Stiamo ritornando piano piano alla civiltà! Dopo pranzo entriamo a Rodney Bay per passare la nostra prima notte in marina dal giorno della partenza (wow)! Ormeggio all'inglese da manuale su un pontile proprio fronte bar... cosa si vuole di più? Elena dovrebbe fare analisi grammaticale ma c'è ben altro da fare! Dogana, giretto rifornimento cambusa più giretto shopping nei negozietti locali (d'altronde erano già quasi due giorni che la parte femminile dell'equipaggio non ne faceva!) poi super aperitivo con Lime Daiquiri e Pina Colada nel barettino davanti al tramonto ed al nostro catamarano: spettacolare! In zona marina, oltre alla pesa del pescato giornaliero (mai vista prima!) ed un taxi boat davvero super rasta, ci sono vari ristorantini ma tutti pienissimi così chiediamo ad un taxista di consigliarci un ristorante per cena e lui ci porta nel centro del paese dove c'è solo l'imbarazzo della scelta per locali e ristoranti! Ceniamo al "Red Snapper" dove, al contrario del nome, ordiniamo quasi tutti carne, qualche piatto anche in uno stile creolo rivisitato thay con latte di cocco ed altro! Rientriamo in marina sotto ad un classico acquazzone doccia!

 

5/1: MARTINICA - Saint Anne

Mattina atipica per noi con tanto di colazione al bar! Foto di rito di tutto l'equipaggio con rigorosa divisa... maglia rosa Oltremare! Ore 9:30 mollato ormeggio ed arrivo sulle 13:30. Super mega veleggiata che, purtroppo, sarà l'ultima di questo viaggio ma con un bel vento (non troppo oggi!) che ci fa ancor più apprezzare i sapori ed i colori come regali da parte del mare. Elena ritenta di fare analisi grammaticale: ma alla fine della vacanza la sapremo fare tutti??? Parte dell'equipaggio scende con il tender in spiaggia ed in acqua inizia la battaglia! Vincitori: Elena e Pietro!

Soprannome del giorno di Vanes: Ianez (eh Prince, che classe!).

 

6/1 MARTINICA - Le Marin

Ricca colazione per finire di tutto di più. Ore 8:50 mollato ormeggi. Pieno di gasolio fatto sotto all'acquazzone ed arrivo in banchina con ormeggio un pò "originale", forse “non omologato”, come direbbe Pierpa, ma dopo qualche minuto, quando vediamo l'ormeggio del cat accanto, beh... ci facciamo i complimenti a vicenda ed anche a chi non ha mai fatto nessun corso di vela! Dichiariamo a malincuore conclusa la crociera anche se in effetti vorremmo ripartire subito! La giornata viene dedicata al turismo "terrestre" con tanto di pranzo creolo luculliano in un ristorante subito fuori dal marina. A tavola Pierpa ci chiede un breve commento sulla vacanza ma ovviamente siamo tutti d'accordo nel dire che sono stati posti da favola, davvero unici e visitarli in barca è il modo migliore per apprezzarli! L'aspetto davvero fondamentale è stato il feeling e la complicità che sono nati tra l'equipaggio ed è veramente bello aver iniziato delle nuove amicizie in questo modo! In più gli spazi del cat hanno aiutato a creare un ambiente molto sereno e molto divertente! Ammainiamo la bandiera Oltre Mare e la firmiamo tutti per ricordo di questa meravigliosa vacanza!

Qualche momento di malinconia nei saluti a Vanes e Silvia che hanno l'aereo stasera! Peccato!

La sera l'equipaggio “ridotto” ripassa per la cena di rito al Mango Bay! Ultima notte in barca... ma davvero non ripartiamo???

 

TOTALE MIGLIA: 258

 

7/1: Le Marin – Grand Anse de Les Salines

Altri saluti ed altro momento di malinconia: in tarda mattinata salutiamo Pietro, Anna e Elena che andranno in aereoporto da li a poco e Fede,Fra, Ange e Pierpa noleggiano una macchina–furgone per andare a vedere Les Salines, circa 10 Km più a Sud di Le Marin. Ma quanto è strano arrivare in spiaggia .... via auto! Spiaggione immenso, sabbia chiara, acqua da piscina! Beh... l'epilogo è ottimo però vorremmo che fosse un altro prologo! Dopo bagno in mare e bagno di sole salutiamo anche questa parte di Martinica e pranziamo a St. Anne con un pò di magone alla vista della baia piena di barche all'ancora: solo ieri c'era anche la nostra! In aereoporto ritroviamo la famiglia di Pietro, dato che il loro aereo è stato cancellato e dovranno partire l'indomani: uhmmmm... ma non l'avranno fatto apposta??? Ci risalutiamo... e stavolta per davvero! Poi l'aereo decolla e prima il freddo parigino poi quello italiano ci aspettano ma noi abbiamo cercato di immagazzinare un sacco di caldo nella pelle e soprattutto nel cuore!

 

La nostra crociera ci ha portato in giro per isole davvero caratteristiche nella loro unicità: i colori dell'arcobaleno si possono vedere ovunque oltre che in cielo! Si passa da tutti i toni dell'azzurro, del blu e del verde nell'acqua e da scure spiagge vulcaniche a spiaggie bianche. Inoltre c'è tutto quello che ti regala una navigazione oceanica, incroci con velieri, barche enormi e bellissime, barche che hanno fatto la ARC e di tutto di più! E' davvero una fettina di Paradiso per tutti e non solo per i velisti! Credo che la parola giusta per definire la particolarità di questa zona sia "mescolanza": sentir parlare inglese e poi francese con in sottofondo la musica del Mar dei Caraibi che si mischia all'Oceano Atlantico, percepire la potenza degli Alisei, cambiare il panorama dalla civiltà a luoghi disabitati nel raggio di poche miglia, non si può non notare la diversità di colori e godersi il calore del sole a volte intervallato alla tempestività di un'acquazzone. Manca solo una cosa: ripartire!!! Anche perchè spezzare cosi l'Inverno con due settimane in infradito... in Paradiso... è veramente solo da provare!!! Noi ci torneremmo tutti anche domani!!!

 

... love me tender ...

 

REPORT CARAIBI- NATALE 2010 E CAPODANNO 2011

Premessa: questo report è decisamente poco tecnico e molto “slow”…. tanto per citare lo slogan delle maglie che ci siamo comprati a Tobago Cays: “sail fast, live slow”…. Si tratta del racconto veloce, immediato e senza pretese dei meravigliosi giorni trascorsi a bordo del catamarano Turitelle, in viaggio per l’arcipelago delle Grenadines; sicuramente l’esperto lettore velista avrà da ridere sui pochi dettagli tecnici…. ma, se non ci è già stato, arriverà al racconto del giorno 7 Gennaio con la voglia di partire!!!!!

Aspetti importanti:

  • Compagni di viaggio: Pierpa (skipper), Angy (morosa del Pierpa), Vanes (quasi istruttore scuro come un creolo), Silvia (moglie di Vanes), Pietro, Anna ed Elena (famiglia di Rovigo- Ferrara con figlia di 10 anni compiuti a Bequia), Federico e Francesca (mio marito e io!).

  • Numeri della crociera:

    • 258: le miglia complessivamente percorse;

    • 11: i giorni complessivi di navigazione;

    • 10: i luoghi visitati;

    • 7: i nuovi amici;

    • 1175: le foto che abbiamo scattato Fede e io.

  • Magna e bevi” alla creola :

    • may- may: pesce “dorado”;

    • yucca: radice bianca dal vago sapore di patata;

    • colombo: poutpourri di spezie usato per insaporire pollo e pesce;

    • accras: polpettine di pesce fritte;

    • lambi: frutto di un meraviglioso conchiglione, servito a tocchetti stile “spezzatino”;

    • banana bread: pane di banana;

    • succo e marmellata di goyave: succo e marmellata di un frutto locale dal sapore dolcissimo e dal colore rosato;

    • lime daiquiri, passion fruit daiquiri: beh, si capisce!;

    • star fruits, frutto della passione, ananas, banane, platani.

Report:

Giorno 26/ 12/ 2010.

Dopo una notte all’hotel Mercure di Fort de France (Martinique) finalmente conosciamo il catamarano Turitelle. Giornata dedicata al recupero della spesa al supermercato Caribizz (chilometri a piedi sotto il sole per trovarlo più altrettanti col carrello spinto a fatica da me, Angy ed Anna) ed allo stivaggio della cambusa. L’equipaggio comincia a conoscersi ed è feeling da subito: le risate non mancano…. e nemmeno le sigarette fumate... è una “smoking crew”!!!

Dopo sette ore di lavoro e di chek- in da parte di Pierpa, alle 17 raggiungiamo il ristorante “Mango Bay” per il “pranmerenda”(troppo tardi per essere un pranzo, quasi giusto per essere una merenda): accras, birra Carib e toast. Alle 22 tutti a letto, io con un mal di testa senza precedenti!

Giorno 27/ 12/ 2010.

LAT 14° 28’ 190 N

LONG 60° 51’ 063 W (Le Marin)

Mollato ormeggi ore 7.50. Tempo buono: qualche nuvolone ma nulla di preoccupante.

Issato randa, giù di una mano, issato genoa: dopo quattro ore di navigazione Turitelle è in arrivo, destinazione Marigot Bay a S. Lucia. Velocità media di crociera: 6,5-7 nodi. Al timone: Pierpa, Vanes, Pietro, Silvia e ancora Vanes. Altezza delle onde: 2 metri circa, ma non sotto costa.

L’umore è alto; Elena ha dormito per tutta la traversata (soffre il mal di mare); Anna ha meditato (soffre il mare di mare come la figlia ma lo sopporta meglio!).

Equipaggio affamato e con una gran voglia di fare il primo bagno in oceano. Battesimo dell’oceano di lì a poco: sensazione da provare…. raccontarla è troppo poco!

Il pallore delle prime foto inizia a diventare rossore da quasi scottatura: urge un “lavaggio” con crema doposole.

Giorno 28/ 12/ 2010.

LAT 13° 58’ 05 N

LONG 61° 01’ 90 W (Marigot Bay)

Partenza per Wallilabou, S. Vincent: terra di pirati, isolata, dimenticata dagli uomini ma non da noi!

Mollato ormeggi ore 8.00; le donne si dedicano alle confidenze da spiaggia sulle reti del cat, gli uomini gestiscono le questioni relative alla navigazione: motore/motore + tela/tela. Dopo sette ore e trenta minuti si arriva a destinazione:

LAT 13° 14’ 90 N

LONG 61° 16’ 50 W (Wallilabou)

Dato ancora e fissato la poppa con una cima di ormeggio assicurata a una palma…. Pierpa una ne pensa e cento ne fa! Giornata intensa di sole e mare; la speranza di incontrare Johnny Deep per un rendez vous cede il passo alla certezza di vedere ciò che resta del set del film “Pirati dei Caraibi”. Comprato collanine di perline e semi da un ambulante: trovato regalino per Elena; da oggi abbiamo tutte gli stessi bijoux! Lavato per la prima volta i capelli in mare: tuffo, shampoo a bordo, ancora tuffo per il risciacquo…. tante risate. Fatto aperitivo dalle 17.30 alle 20.00 (d’altronde in navigazione non si mangia se non qualche Pringles!!): vino, birra, ancora Pringles, wurstel, salame; preparato cena nel delirio generale di risate ed entusiasmo: pasta all’olio per Federico e me, carbonara senza formaggio grana per il resto della crew. Concluso con star fruit e mapo comprati da un “ambulante” creolo a bordo del suo negozio. Super!!!!! Dopo l’ultima sigaretta tutti a letto; in cabina è un cinema: oceano a destra, stelle sopra la testa: dove finisce la realtà e dove inizia il sogno?

Giorno 29/ 12/ 2010.

LAT 13° 00’ 69 N

LONG 61° 15’ 10 W (Bequia)

Oggi è il compleanno di Elena: 10 anni splendidamente festeggiati ai Caraibi! Partenza tranquilla per Bequia; velocità media di crociera: 6 nodi. L’equipaggio è molto allegro e la componente femminile è presa dai preparativi per il compleanno. Arrivo a Bequia, Admiralty Bay: posto meraviglioso, il mare intorno al cat è turchese e non si può resistere a fare un salutare bagno. Pranzo a base di pane, salame e “pasta del Fede”: fusilli, tonno e olive…. naturalmente tutto non scolato…. e accompagnato dalla immancabile birra Carib. Come dire…. la fame è fame! Dopo pranzo sbarco a bordo del tender; Bequia è un coloratissimo villaggio soleggiato, dove il tempo scorre lento e il sole batte forte. Il pomeriggio è meraviglioso: dopo l’acquisto di banane, star fruit, passion fruit e mapi al mercato della frutta gestito da simpatici “rasta man”, le donne si dedicano allo shopping. Il lungomare è tutto un susseguirsi di bancarelle che vendono barchette e oggetti in cocco, monili di perline, semi e cocco, cappellini da veri creoli; dopo pochi minuti avevo già in testa un meraviglioso cappellino fatto da Malissa e al collo due collane…. del resto non si poteva resistere, e poi, si sa: lo shopping è contagioso…. Comprato cappellini “happy birthday”, pipette e trombette per la festa di compleanno: non ci si fa mancare nulla! Per cena si decide di restare a terra, da Tommy: meraviglioso localino addobbato a Natale, con tanto di albero fatto con foglie di alga essicate e ornamenti di conchiglie e palle natalizie rosse: il posto giusto per festeggiare Elena. Cena a base di may may e riso, birra Carib e, sorpresa, tortina di compleanno gentilmente offerta dalla casa (forse per farsi perdonare il fatto di AVER FINITO L’ACQUA?!?!). Elena felice per la festa e per il regalo…. Torniamo al Turitelle sereni, con la pancia piena e con gli occhi ancora confusi dai meravigliosi colori di Bequia!

Giorno 30/ 12/ 2010.

LAT 13° 00’ 69 N

LONG 61° 15’ 10 W (Bequia)

Partenza per Union ore 8.30. E’ il penultimo giorno dell’anno e al mattino ci aspetta una sorpresa: un meraviglioso arcobaleno (che qualcuno non vede perché, finalmente, è riuscito a “concentrarsi” al bagno!!). Il clima è molto “rilassato”: uomini al lavoro, donne alla rete per chiacchiere, confidenze, foto e tante risate; pianificato vacanza al femminile a New York!!

Arrivo a Union alle 14.30:

LAT 12° 35’ 00 N

LONG 61° 25’ 00 W (Union)

Il posto è incantevole: acqua turchese e trasparente, clima fantastico, soleggiato e ventilato…. La boa di ormeggio è composta anche di bidoni di plastica colorati….

Segue trasferimento in tender fino a una vicina spiaggia deserta: tipico paesaggio caraibico, con la sabbia bianchissima e sottilissima. Fatto bagno e snorkeling, Vanes e Silvia nuotano come pesci, io e Angy ci proviamo con il nuoto sincronizzato…. alla buona! Fatto tante foto e tante risate!

Alle 16 rientro sul cat per il pranmerenda, poi di nuovo bagno e finalmente lavaggio marino di corpo e capelli! Serata a terra per la cena; in un negozio che poteva sembrare un mini market abbiamo trovato le Pringles al lime: ci credete che esistono davvero? Noi, dopo averle viste, sì!! Comprato pane e banane per il giorno seguente.

Cena al ristorante Lambi con tanto di spettacolo musicale dal vivo: concerto reggae tenuto da una band di ragazzini creoli che suonavano le bande di latta… che spettacolo…. “no, woman, don’t cray”…. Mangiato tonno fresco, lambi, riso, pane al burro con aglio (!! sigh!!), verdure, gelato e, naturalmente, bevuto birra Carib!!!!! L’atmosfera è fantastica, distesa, rilassata e l’equipaggio ormai è assolutamente coinvolto nel clima caraibico…. si insinua l’idea di dirottare il catamarano per non fare più ritorno…. Il capitano sarà difficile da convincere?

Giorno 31/ 12/ 2010.

LAT 12° 35’ 00 N

LONG 61° 25’ 00 W (Union)

Oggi è l’ultimo giorno dell’anno e il morale è altissimo per tanti motivi: i preparativi del capodanno, la partenza per il parco naturale marino di Tobago Cays, l’affiatamento sempre più concreto dell’equipaggio…. Si parte con la speranza di trovare, all’arrivo, un creolo che ci venda le aragoste vive per il cenone: detto fatto! L’arrivo a Tobago Cays toglie il fiato, il panorama, il mare e il clima superano le aspettative: i colori, il vento, i profumi e l’atmosfera sono da sogno!

Alle 11.30, dopo tre ore circa di navigazione, arriviamo:

LAT 12° 38’ 2 N

LONG 61° 21’ 8 W (Tobago Cays)

Siamo subito accolti da un creolo che ci vende le aragoste (abile trattativa del capitano Pierpa per l’acquisto!) e da un altro che ci vende magliette e canotte “made in Grenada”; le scritte delle maglie sono da fare invidia: “sail fast, live slow” si alterna a un significativo “no problem” (come a dire: non c’è problema, noi siamo in paradiso!). Risolto il problema dell’abito per la festa, tutti in acqua, tra tartarughe, pesci e un mare che cambia colore in continuazione…. Una meraviglia! Il tender ci permette di raggiungere due atolli in cui il vento piega le palme e la sabbia è sottile e bianca come farina; le donne non resistono alla tentazione di riprovarci con il nuoto sincronizzato…. dolce illusione di essere cinque ballerine ai Caraibi!

I preparativi per il cenone fervono: mentre Pierpa e Pietro scortano un creolo alla cottura su griglia delle nostre care aragoste, il resto della crew improvvisa tartine e sfiziosi antipasti. Che serata: brindisi, cena, risate, scherzi, foto, musica…. il tutto in costume e infradito…. Se il buongiorno si vede dal mattino…. sarà un 2011 in paradiso?!

Giorno 01/ 01/ 2011.

Che sorpresa: al risveglio ci accoglie un temporalone di quelli giusti: acqua, vento, scrosci improvvisi e un deciso aumento dell’umidità: che fascino, sembrava una scena di un film…. Eppur bisogna andare…. E si andò! Destinazione Bequia, inizia il ritorno….

Dopo seri tentativi di procedere, il mare e il vento ci rifiutano: condizioni meteomarine proibitive: il capitano decide di arrendersi, il cat non ce la fa a procedere: sosta a Canouan, Charlestown Bay, in attesa che il tempo migliori, almeno per l’indomani.

LAT 12° 42’ 7 N

LONG 61° 20’ 2 W (Canouan)

Difficoltà nell’ormeggio: Vanes e Fede aiutano la manovra dal tender…. ma, causa improvviso arresto del motore, sono costretti a remare fino al cat; l’equipaggio è stanco, il clima migliore ma fresco e umido. Unici sopravvissuti: io, Angela ed Elena; decidiamo di trascorrere il pomeriggio cantando, giocando col Nintendo nuovo di Elena e mangiando pane e Nutella! Alle 20 si delibera per la cena: frittata e mini wurstel bolliti! Il profumo di cibo risveglia l’intera crew che si gusta la prima cena dell’anno ammazzando il tutto con l’ormai nota birra Carib! Ultime sigarette, poi tutti a nanna: domani si torna a Bequia!

Giorno 02/ 01/ 2011.

Ore 7.30 partenza per Bequia: mare più calmo, vento meno arrabbiato! La navigazione è tranquilla anche se un leggero senso di dondolamento si impadronisce della parte femminile della crew.

Arrivo a Bequia alle ore 12.30, tutto secondo previsione.

Fatto pieno di acqua “a domicilio” (grazie alla water boat) e fatto pieno di miscela al serbatoio del dinghy (tender); lezioni di matematica “on board” per il calcolo della percentuale di olio da mettere nel serbatoio…. quando si dice “aver studiato per qualcosa”!

L’equipaggio si divide: Fede decide di restare in cat per fare un riposino, Pietro, Anna, Elena, Silvia e Vanes vanno a fare i turisti alla vicina spiaggia, io e Angela decidiamo di accompagnare Pierpa in dogana (banale scusa per poter fare ancora un po’ di shopping a terra!). La quiete del Fede a bordo è presto interrotta dal ritorno dei “bagnanti” mentre noi tre a terra ci godiamo le meraviglie di Bequia, con tanto di lime daiquiri per aperitivo; in paese riesco a comprare una barchetta in cocco anche se il pensiero di doverla trasportare a mano fino a Verona- Italia mi spaventa non poco…. o forse mi spaventa di più l’attesa reazione dell’ignaro Fede!

Rientro per doccia, birra Carib e sigaretta, poi tutti a cena da Tommy…. dove si mangia anche il miglior burrito dei caraibi (Lonely Planet docet)! Serata meravigliosa…. come sempre!

Giorno 03/ 01/ 2011.

Sveglia e immediato acquisto di banana bread e baguettes on board; ore 6.20 tutti pronti a mollare gli ormeggi: partenza direzione Pitons (S. Lucia), baia di Soufrière. Mare calmo, poco vento, si issa subito randa. Le donne si crogiolano al sole; ore 9.00: si decide per proporre agli uomini il “gioco aperitivo”, proprio come nei villaggi turistici. Nonostante l’entusiasmo, i maschi bocciano l’iniziativa e si continua a parlare allegramente, sia a poppa che a prua; Angela al timone. Merendina a base di banana bread, Nutella, Pringles e baguettes; tanto sole e un po’ di irritazione cutanea dovuta al sale, al sole e, nel caso di Fede e me, dell’infame crema protettiva Banana Boat comprata in loco.

Arrivo ai Pitons (che spettacolo: due panettoni che spuntano dall’oceano bagnati dall’acqua bianca e azzurra) ore 14.30: una lunga traversata di cinquanta miglia!

LAT 13° 51’ 3 N

LONG 61° 03’ 7 W (Soufrière)

L’ormeggio è un’impresa: diamo ancora, ci fissiamo a poppa con una cima legata a una palma. L’ancora non prende e c’è il sospetto che una cima d’ormeggio sia incastrata nell’elica; Pierpa si tuffa per liberarla; si ripete l’operazione due volte, anzi tre, con un creolo che ci guarda paziente dal suo barchino. Fede e Silvia vengono caricati sul dinghy per aiutare la manovra dall’acqua e controllare la cima a poppa; Vanes sovrintende le operazioni dalla postazione del timoniere. Anna e io decidiamo di improvvisare un’insalata di riso (che resta tiepida) per il pranmerenda. Elena guarda e aiuta. All’improvviso ho un mini attacco di dissenteria causato da un bagno in acqua troppo fredda; risolvo coi fermenti lattici di Silvia! Prima dell’aperitivo a base di Pringles e birra Carib le donne si gustano un meraviglioso tramonto a prua scrivendo gli appunti di questo report; Fede, Vanes e Pietro documentano il tutto con numerose foto. Prima di cena io ed Elena scriviamo e cantiamo la nostra prima canzone ufficiale: “se sei felice tu lo sai batti le mani….” Che non è certo un inedito, ma lo diventa dalla strofa: “se sei felice tu lo sai fai lo squalo” e soprattutto lo diventa per le coreografie abilmente messe in atto!

Da ricordare:

  1. battuta del Fede che, rivolto a Elena che parla in continuazione, dice: “Elena, tu non hai una lingua, hai un tapis roulant!”….. e tutti risero….!!!!!

  2. dopo cena Fede si diletta in disegno artistico; Elena e io ci consultiamo per dare un voto a ogni suo disegno.

Giorno 04/ 01/ 2011.

Fede e io ci alziamo per primi e prepariamo la colazione in grande stile; caffè un po’ acquoso, ma il momento è romantico. Il gruppo si alza e alle 8.10 siamo ancora di chiacchiere: un caffè, un biscotto, una risata, ancora un altro caffè (al peggio non c’è limite!)…. insomma, l’atmosfera è da festa già di primo mattino…. e il capitano ci richiama all’ordine: pulizia, riordino e partenza entro le 9.30 per Rodney Bay. Dopo un veloce ma accurato riassetto della barca si parte. Arrivo a Rodney Bay alle ore 12.15: ancoraggio davanti alla spiaggia per un primo bagnetto e per il pranzo (il primo consumato alle ore 13.00).

LAT 14° 04’ 73 N

LONG 60° 57’ 40 W (Rodney Bay)

Io collasso in dinette a causa di un tremendo mal di testa: troppo caldo? Troppo sole? La dolce Elena mi fa compagnia ma non basta, urge un rimedio immediato: Tachipirina d’emergenza e poi pronti via per dirigerci al marina. Ormeggio all’inglese, lato dritto, in questo meraviglioso marina di Rodney Bay: il posto è bellissimo, curato, lussuoso, pieno di gente e di colore, con bagni pulitissimi e con tanti locali rumorosi e che profumano di cibi buoni. Passato il mal di testa e sistemate le ultime cose, tempo cinque minuti siamo tutti a terra. Fatto spesa con acquisto di formaggio grana per la prossima carbonara, fatto shopping di calamite e altri souvenirs, comprato borsa da spiaggia “S. Lucia” per avere un nuovo bagaglio a mano, preso aperitivo al bar del marina: lime daiquiri, birra Carib, pina colada…. A ognuno il suo!

Per la cena siamo tutte bellissime: tirato fuori l’abito più sfizioso della vacanza siamo pronte ad aggredire Rodney Bay col nostro fascino latino (!!!). Preso taxi per raggiungere il centro; mangiato sul terrazzo di un ristorante assolutamente molto tipico: may may, pollo grigliato ripieno di gamberi e spinaci, pesce al cocco, hamburger e…. birra Carib (alcolizzatiiiiiii). Rientro in cat giusto in tempo per evitare un temporalone, ma senza aver mangiato il tanto desiderato gelato; da stasera in cat si canta una nuova canzone: “gelato al cioccolato, no, non l’ho mangiato, tu, gelato al cioccolato!”…. Vanes e Fede rimpiangono l’Hagen Daz visto in centro!!

Ore 24.00: tutti a nanna!

Da ricordare: per la prima volta abbiamo cenato alle ore 21.00! Record della vacanza!

Giorno 05/ 01/ 2011.

Ultimo giorno tutti insieme…. Domani Silvia e Vanes partono per l’Italia! Ore 7.30 siamo tutti a far colazione al bar: caffè (?!), cappuccio e croissant. Lavaggio denti al bagno del marina; comprato baguettes per pranzo e cena. Sentiamo la malinconia della vacanza che sta per finire… Prima della partenza foto di gruppo con la divisa: la mitica maglietta rosa “Oltremare”: siamo bellissimi!!

In barca, noi donne prepariamo i panini, Elena fa i compiti di grammatica, gli uomini si preparano a salpare. Ore 9.30 partenza per S. Anne, Martinica, (era un meraviglioso ormeggio all’inglese, lato di dritta); in viaggio si parla tanto e si pianifica la prima riunione post vacanza: Domenica 30 Gennaio il gruppo si rivedrà!!

Ore 13.30 arrivo a S. Anne:

LAT 14° 37’ 11 N

LONG 61° 02’ 96 W (S. Anne)

La giornata è in totale relax: pranzo, sole, mare e gita in tender alla scoperta delle vicine spiagge: partiamo tutti tranne Pierpa e Angy…. “attenzione, è in arrivo equipaggio di selvaggi burloni che faranno scappare i bagnanti”: certamente dal cat il buon Pierpa l’ha pensato!!!!

Arrivati in spiaggia ci scateniamo di brutto: giochi d’acqua, spruzzi, gara delle torri…. Divertimento da “età media 5 anni”, ma assicurato!

Segue visita a un’altra spiaggia, fatto tante foto, raccolto sabbia e conchiglie!

Al rientro in cat ci aspettano i preparativi per l’ultima cena insieme: carbonara, pasta al sugo napolitaner per Fede e me, grana, olive, salumi: l’importante è finire la cambusa!

La serata prende una piega musicale: alle canzoni di Elena e me seguono Giuliano Palma (bocciato dai più), Beatles (bocciati dal Pierpa) e the Boss (apprezzato da tutti).

Giorno 06/ 01/ 2011.

Ore 7.30 facciamo una ricca colazione tutti insieme; doppio caffè, clima ìlare: da subito si scherza e si ride… ma tocca anche pulire la barca. Noi donne ci facciamo gli auguri per la Befana, gli uomini ce li fanno in seguito. Ore 9.00 partenza per Le Marin; in navigazione Elena e io facciamo i compiti per le vacanze: revisione del riassunto, correzione del tema, esercizi di analisi logica (ma da quanto tempo non li vedevo?). Silvia ritaglia stelline e formine dalle lattine di Coca Cola e ce le regala come ricordo. Dopo 1 ora e 30 minuti di navigazione a motore siamo al marina, fermi al benzinaio per i rifornimenti…. sotto una pioggia decisamente fitta.

Ripartiamo belli carichi e in breve arriviamo al marina; Pierpa dichiara “indimenticabile e irripetibile ” questo nostro ultimo ormeggio in cui qualcuno si è anche sporcato le mani e la cerata di qualcosa che sembrava fango…. ma che fango non era!

Decretiamo finita la crociera e decidiamo di trascorrere da turisti questa ultima parte di giornata e l’indomani; ognuno è alle prese con qualche lavoretto: Fede e io sbarchiamo per portare la pattumiera e ci spacciamo per portuali francesi con un gruppo di italiani…. il massimo della bella figura all’estero! Per pranzo ci fermiamo in un delizioso ristorante vicino al marina: mangiamo un piatto squisito, una specie di “paella creola” variopinta e buonissima e, naturalmente, beviamo la immancabile birra Carib. Il capitano a fine pranzo si lancia in un discorso sulla vacanza e sull’equipaggio… devo dire che questo scatena la malinconia che già avevamo un po’ tutti…. e tutti, a seguire, diciamo la nostra…. Il punto è che questo viaggio ci ha sicuramente regalato qualcosa di inatteso e sorprendete, qualcosa che senza dubbio supererà il passare del tempo e il freddo dell’inverno che ci aspetta in Italia.

Il pomeriggio scorre tranquillo: gli uomini restano in cat a far finta di riposare, mentre in realtà se la raccontano, se la ridono e fanno conoscenza con curiosi personaggi ormeggiati vicino al Turitelle; noi donne ci scateniamo nell’ultimo shopping sfrenato: compriamo di tutto, ma soprattutto delle meravigliose infradito con decorazioni polari (sono azzurre con i pinguini!) che verranno immortalate in numerose foto. Al ritorno siamo pronti per un altro momento forte: la firma della bandiera Oltremare! Ma che emozione, davvero, questa bandiera è anche un po’ nostra perché ci ha fatto compagnia in mezzo alle onde e al vento, ha sventolato quando noi eravamo in acqua e quando eravamo a riposo, ha visto i posti che abbiamo visto noi e ci ha rappresentati in giro per le Grenadines…. e adesso porta i nostri nomi.

Dopo tante foto e qualche sigaretta accompagniamo Silvia e Vanes all’auto che li accompagnerà all’aereoporto; l’emozione è forte e spunta qualche lacrimuccia.

Al rientro in cat ci dedichiamo ai bagagli; Elena e io cantiamo e balliamo al ritmo di musica “truzza” (radio Carib?!); per cena pizza caraibica al Mango Bay: è l’ultima cena nei Caraibi…. Alle 24 tutti a nanna…. sigh sigh….

Giorno 07/ 01/ 2011.

….con la lacrimuccia agli occhi salutiamo anche la “Pietro-family”: hanno il volo 5 ore prima di noi (ma preparatevi, ci sarà un colpo di scena!!!!).

Pierpa, Angy, Fede e io noleggiamo un furgone e partiamo alla volta della meravigliosa e famosissima spiaggia “Les Salines”: è il classico posto da cartolina, quello che vorresti aver visto con i tuoi occhi per credere che esiste davvero…. ed esiste!

Gli uomini sonnecchiano all’ombra, Angy e io ce la raccontiamo tra un bagno si sole, un bagno di oceano e qualche ultimo furtivo acquisto sulla spiaggia. Per pranzo ci dirigiamo in centro a S. Anne: andiamo in un tipico locale creolo dove mangio un ottimo “colombo poulet” e dove, naturalmente, ci scoliamo 2 birre Carib a testa!

Rientro nel primo pomeriggio, doccia “on the road” ai bagni del marina (mai fatto il cambio accappatoio- vestiti puliti seduti nel bagagliaio di un furgone? Beh, è come avere 34 anni ma sentirsene 15!!!! Un’esperienza da ridere davvero!!) e partenza per l’aeroporto. Ormai la crociera è davvero finita mah… all’aeroporto incontriamo la “Pietro-family” che, causa guasto al motore dell’aereo, si vede costretta a rinviare la partenza di un giorno!!!! Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno: è stato bellissimo ritrovarsi per un altro caloroso saluto!!

Ore 22.20 si parte…. ore 12.00 del giorno 8 gennaio siamo a Paris Orly; con un taxi raggiungiamo il Paris CDG e ci tocca salutare anche Pierpa e Angy…. e versare ancora qualche lacrimuccia….

Giorno 29/ 01/ 2011

Finisco oggi questo mio report un po’ troppo lungo e tecnicamente molto impreciso.

Scrivere queste righe mi ha fatto rivivere i meravigliosi momenti che ho scolpiti nella mente e nel cuore ed ai quali certamente le mie parole non renderanno ragione.

Non avrei detto che questa esperienza mi coinvolgesse così tanto, e sono certa del fatto che non sarebbe stato tutto così meraviglioso se non ci fosse stato questo equipaggio così meraviglioso!

Si è creato da subito un feeling speciale, un rapporto di rispetto e divertimento che mi ha fatta sentire da subito a casa, proprio come se il cat fosse la nostra casa…. una casa galleggiante che ci siamo portati in giro per i Caraibi! Forse è scontato che io suggerisca al lettore di provare una simile esperienza una volta nella vita…. però lo scrivo ugualmente, fosse mai che il messaggio non è abbastanza chiaro!

 

 

 

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