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Alle Incoronate con l'ingio report by Rita

Da Chioggia alle Incoronate su Antigone

Diario di bordo di Rita Rognoli

Agosto 2009

 

Imbarcazione: Antigone, Salona 40 della flotta Oltremare

Skipper: Marco (Ingio) Galeazzi

Equipaggio: Rita, Francesca, Milena, Cesare e Paolo

 

Sabato 8 agosto

Ci incontriamo a Sottomarina di Chioggia nel primo pomeriggio. L’afa è opprimente e tutti siamo stanchi del lavoro fatto fino al giorno prima. La cambusa è da completare e, mentre lo skipper fa il check-in con Roberto, il capo-base di Oltremare, noi ci vediamo al bar del marina per un caffè e per preparare la lista degli ultimi acquisti per la cambusa. Quindi Francesca, Cesare, Paolo e Milena vanno a fare la spesa ed io incomincio a stivare la parte di cambusa già fatta. Al ritorno dalla spesa c’è solo il tempo stivare le ultime cose, dividerci le cabine ed è già l’ora di farsi una doccia ed andare a cena vicino al Marina; poi tutti “a letto” presto perché la partenza è prevista all’alba.

 

Domenica 9 agosto – Da Chioggia a Pola

Sveglia alle 4:30 ed alle 5:00 si mollano gli ormeggi in direzione di Pola. La navigazione è tranquilla e facciamo pause a turno per recuperare il sonno. Verso la fine della mattinata vediamo anche le pinne di alcuni delfini che però vanno per i fatti loro senza avvicinarsi. Si arriva a Pola verso le 16:00 e, dopo aver espletato le pratiche in dogana ed in capitaneria, troviamo subito un buon posto nel Marina. Andiamo a terra a farci un giro per vedere la città poi si torna in barca per la cena, la doccia e il sonno.

 

Lunedì 10 agosto – Da Pola a Lussino

Si parte alle nove ed appena usciti dal lungo avamporto riusciamo a fare un po’ di vela: la velocità è buona (sempre introno ai 5 nodi) ma il vento proprio “sul naso” ci costringe a fare dei bordi. All’una ci facciamo la pasta in navigazione e poi alle 15:00 si arriva ad Unije: primo bagno croato per tutti. Poco prima delle 18:00 Arriviamo a Lussino e si capisce subito che è tutto pieno; lo scirocco ed i temporali in arrivo hanno portato in porto anche i più “temerari”. Dopo un paio di giri riusciamo a trovare un posto per la notte appoggiati in terza fila su uno dei barconi turistici del posto. Ci scappa così anche una passeggiata per il paese; poi tutti in branda, comunque non prima di aver ammirato il cielo carico di fulmini ad una certa distanza da noi.

 

Martedì 11 agosto – Da Lussino a Ist

Alle 9:30 lasciamo il nostro ormeggio per andare a fare gasolio. C’è fila perché al momento il distributore non eroga carburante. E’ qui che sto scrivendo queste pagine nella lunga attesa che aggiustino le pompe. Finalmente alle 11:00 riusciamo a fare il pieno, ci serve anche la miscela per il motore del tender, ma questo distributore ci rifornisce solo di benzina; dobbiamo quindi tornare di nuovo in paese per acquistare l’olio. Il cielo intanto è grigio con un sole pallido, ma col passare delle ore le condizioni meteo migliorano rapidamente. Poco dopo le 11:30 riusciamo a partire da Lussino. La navigazione è tutta a motore; il vento è debole e proprio sulla nostra poppa, inoltre il tempo perso a Lussino ci consigliano di andare rapidamente, senza “velleità veliche”, alla nostra meta giornaliera. Dopo aver scartato l’ipotesi della baia a sud di Skarda, decidiamo di andare ad Ist perché c’è anche un bel paese e ci solletica l’dea di una cena a terra. Pur arrivando relativamente presto, troviamo tutti i gavitelli occupati. Decidiamo quindi di dare fondo all’ancora. Dopo aver verificato attentamente che essa abbia fatto presa saldamente sul fondo, lo skipper decide che quella è la nostra sistemazione per trascorrere una notte tranquilla. La baia è molto bella e con il tender un gruppo scenda a terra. Decidiamo però di cenare in barca perché, nonostante il buon ancoraggio, preferiamo non lasciare la barca incustodita; quindi Paolo, che ha un po’ di voglie, è sceso a terra con Cesare per comperare Rasnici e Cevapcici.

La cena, consumata in dinette perché fuori c’è troppa umidità, è stata ottima anche se ci è sembrata cara. Il dopo cena, che è stato innaffiato da Mirto sardo gentilmente offerto da Paolo, ci ha visti impegnati in una accesa discussione politica.

 

Mercoledì 12 agosto – Da Ist a Iz Veli

Si parte per Iz Veli e riusciamo anche a veleggiare. Ci fermiamo per il bagno a Brbinj (sull’Isola Lunga). Siccome la cambusa è molto ben organizzata abbiamo messo su l’acqua prima di tuffarci e poi ci siamo fatti spaghetti alle vongole con un sugo fatto da Francesca che ogni giorno ci fa qualcosa nuovo e di buono. Credo di aver dimenticato di scrivere che fa la cuoca di professione.

Arriviamo a Iz Veli presto e subito ci sistemiamo al marina. Si fa acqua e si pulisce la barca; poi facciamo un giro per il paese che è molto carino; l’isola, dove vivono stabilmente circa 600 persone, è coltivata e la specialità sono gli olivi e l’olio. A cena andiamo alla Lanterna dove Anita ci prepara una buonissima Buzara e poi calamari due branzini giganti alla griglia. Tutto buonissimo ed abbondante, tanto che ci serve la camomilla per digerire. Poi tutti in branda, anche se chi scrive ha fatto un pezzo di notte pozzetto perché Ingio russava come un treno.

 

Giovedì 13 agosto – Da Iz Veli a Baia Telascica

Dopo aver attraversato il tanto suggestivo quanto affollato passaggio di Mala Proversa, arriviamo abbastanza presto a Baia Telascica e subito lo spettacolo si presenta. Solo lo skipper era già stato qui, mentre noi tutti siamo felici di arrivare per la prima volta in un posto così bello. Andiamo subito a prenderci un gavitello e poi tutti a farci il bagno. Ci buttiamo in acqua e Cesare e Paolo (i Bruseghin come si chiamano reciprocamente dall’inizio della vacanza) prendono il tender. Ad un tratto la “catastrofe”: mentre noi altri nuotiamo e cerchiamo pesci sul fondo Paolo si tuffa dal tender un po’ goffamente e resta impigliato col costume ad un pomello, culo in aria e testa in acqua. Due ragazzi dalla riva lo hanno fotografato: roba da Paperissima.

Nel tardo pomeriggio andiamo a terra a vedere il Lago Salato e le scogliere: panorama bellissimo. Poi altro bagno, cena, stelle cadenti e buon sonno. Domani si entra nelle Incoronate.

 

Venerdì 14 agosto – Da Baia Telascica a Piskera

Partiamo di buon ora perché prima di continuare la nostra discesa verso le Incoronate abbiamo deciso di navigare all’interno di tutta la profonda insenatura che costituisce il parco naturale di Baia Telascica. Sin dalla mattina si alza un vento che ci consente di issare le vele e di intraprendere la nostra navigazione con una piacevole andatura al lasco; più tardi il vento rinforza, anche per l’effetto Venturi nei canali tra le isole Incoronate (come del resto ben indicato nel nostro portolano 777), tanto che dobbiamo ridurre la velatura.

Giunti a Piskera troviamo subito posto nel marina. Andiamo in fondo alla baia per un bagno e poi Paolo, Cesare, Francesca e Milena fanno una breve escursione per vedere il panorama dall’alto. Anche stasera Paolo vorrebbe andare a cena nel ristorante del marina mentre il resto dell’equipaggio no; lo skipper trova una soluzione di compromesso: si cena in barca poi tutti al bar del marina per il digestivo.

Mi duole, ma è necessario dire che in una baia così bella, come senza dubbio è Piskera, regna l’incuria. Sull’isola, appena fuori dal marina, si trovano in più punti rifiuti di vario genere ed anche i resti di un bivacco, che danno a questo posto un aspetto desolato e ben poco organizzato, nonostante i 57 € che ci hanno fatto pagare come accesso al parco delle Incoronate.

 

Sabato 15 agosto – Da Piskera a Lavsa

A Piskera l’acqua è razionata, quindi prima di salpare dobbiamo attendere il nostro turno prima di poter riempire il serbatoio. Non è un grosso problema partire alle 10:00 perché il programma di oggi prevede di restare all’interno del parco delle Incoronate. Appena usciti da Piskera ci dirigiamo verso sud, a motore perché non c’è vento, per cercare una bella baia dove fare il bagno e pranzare. Così ci portiamo fino alla baia di Opat che però è molto piccola e già piena, quindi attraversiamo il canale fino alla baia di Ravni Zakan dove riusciamo a trovare un buon posto all’ancora giusto per un paio d’ore, il tempo di un bel bagno e del pranzo. La baia è bellissima, il mare ha il colore più azzurro che finora abbiamo visto. Paolo va a caccia di ricci e ne procura un po’ da assaggiare. Finalmente si alza il vento e partiamo per fare dei bordi “ad libitum”. Il vento è ottimo e la barca fila via con punte di 7 nodi.

Arriviamo nella baia di Lavsa, altrettanto bella, e ci becchiamo l’ultimo gavitello disponibile. Dopo un numero elevato di bagni decidiamo di andare a cena nell’unico ristorante della baia. Paolo e Cesare scendono a terra per prenotare e concordano per 4 kg di pesce, 2 orate e 2 spigole, con contorni, il tutto per la “modica” cifra di 270 €. La cena è eccellente e la baia, dal tramonto alla notte fonda, è stupenda. La notte è sufficientemente buia e riesco a vedere due stelle cadenti. Quando torniamo in barca soddisfatti ed alticci (Paolo più di tutti) abbiamo i vicini austriaci con il “motore fosforescente” che hanno organizzato una discoteca con musica a tutto volume. Dopo un po’, visto che sembrano intenzionati ad andare avanti a lungo, con un urlaccio gli dico di smetterla, e la musica finisce.

 

Domenica 16 agosto – Da Lavsa a Zut

Un'altra giornata di bel tempo, ma senza vento durante la mattina. Navighiamo a motore per uscire dalle Incoronate ed il panorama è sempre speciale. Nella punta sud dell’isola di Zut c’è un canale protetto da un isolotto, gettiamo l’ancora e ci fermiamo per il bagno ed il pranzo. Bello.

Il menù di oggi prevede pasta all’Amatriciana, ed è buonissima. Poi si alza il vento e si riparte per fare alcuni bordi di bolina fino alla grande baia dove si trova il marina di Zut. E’ lì che trascorreremo la notte.

Alle 16:00 arriviamo al marina che è costituito da un lunghissimo pontile asimmetrico rispetto ai servizi, e noi ne siamo piuttosto lontani. La baia è bella e si riempie velocemente subito dopo il nostro arrivo. I servizi del marina sono però carenti: solo quattro docce per le donne, quindi fila lunghissima.

Decidiamo di andare a cena nel ristorante del marina e per la prima volta spendiamo una cifra ragionevole: 18 € per un buon piatto di carne. Poi tutti in branda e domani si riparte per un’altra meta sulla via del ritorno verso casa.

 

Lunedì 17 agosto – Da Zut a Baia Pantera

Lasciamo Zut alle 9:30 per andare, senza soste, fino a Baia Pantera, l’estremità nord dell’Isola Lunga (Dugi Otok). Appena si alza il vento spengiamo il motore ed andiamo a vela. La baia è bella e grande; ci ormeggiamo al gavitello in prossimità della riva dove di trova il faro di Punte Bianche (Veli Rat). Bagni, visite al faro, cena con pasta e ceci.

 

Martedì 18 agosto – Da Baia Pantera a Ilovik (gli Asinelli)

Partiamo verso le 9 per un’unica tappa fino a Ilovik, che facciamo tutta a motore perché il vento è veramente poco e sempre “sul naso”. Arriviamo in baia poco dopo le 13:00. La baia è già piena di barche, ma ci sono ancora diversi gavitelli liberi e troviamo un buon ormeggio proprio davanti al rudere. Sembra un porto Romano, e da quello che si ricorda lo skipper e che leggiamo nei portolani, in effetti lo è. Subito bagno e pranzo con ottimi spaghetti al tonno.

Nel pomeriggio tour per il paese, che conta circa 80 abitanti fissi ed è molto carino, ordinato e gradevole. Molte sono le case ben ristrutturate, tutte con la pergola, l’orto e i fiori. Proviamo un po’ di invidia per i possessori. Le strade sono lastricate ed ai lati ci sono “viali di oleandri”.

Poi facciamo spesa: pollo, cevapcici e un po’ di frutta e verdura da mangiare in barca. Quindi altra ottima cena.

 

Mercoledì 19 agosto – Da Ilovik a Unije

Alle 9, come al solito, salpiamo per un’altra baia. Prima però scendiamo a terra per cercare il pane fresco e del pesce da cucinare in barca. Per il pane nessun problema, il pesce invece è introvabile perché non lo vendono ai turisti. A Ilovik se volete mangiare pesce dovete andare per forza al ristorante. Appena uscito dal canale, incrociamo un pescatore su un barchino che ci propone 4 branzini; dopo una breve contrattazione li acquistiamo per 40 €.

Riprendiamo la nostra navigazioni e poco dopo facciamo tappa a Lussino per fare bancomat ed il pieno di acqua. Siccome di gasolio ne abbiamo ancora parecchio e la coda al distributore e piuttosto lunga, decidiamo di rimandare il pieno di carburante a domani.

Ripartiamo alla volta di Unije dove arriviamo dopo aver fatto anche un po’ di vela, verso le 14:30. La baia è veramente piena di barche e riusciamo a prendere forse l’ultimo gavitello rimasto libero. Subito bagno con pinne e maschera per giocare con i pesci che ci vengono incontro senza paura.

Poi il resto dell’equipaggio scende a terra in escursione fino al paese, mentre io e Marco restiamo a bordo. Marco dorme ed io pulisco il pesce poi un altro bagno, la doccia e sono a posto. Verso le 18:00 tornano i nostri amici e dopo i loro bagni e docce ci mettiamo in cucina. Stasera si cena con pesce al forno. Poi “a letto” presto perché domani si parte all’alba.

 

Giovedì 20 agosto - Da Unije a Rovigno

Salpiamo poco dopo le 5:00. Il cielo è appena chiaro e si vedono ancora Orione e Venere. Poi l’alba: in barca è un privilegio vedere l’alba.

Dopo una navigazione tranquilla e prevalentemente a motore, arriviamo a Rovigno verso le 13:00 ed andiamo subito a fare gasolio. Di fronte al paese è ancorato un enorme veliero da crociera con 5 alberi. Lo vedremo poi partire poco prima del tramonto diretto non si sa dove.

Riempito il serbatoio ce ne andiamo subito in marina dove però c’è un po’ di fila per ormeggiare, così che finito di sistemare la barca e di pranzare sono già le tre del pomeriggio.

La giornata è caldissima e afosa e siamo tutti piuttosto stanchi. Il pomeriggio passa fra riposini, bagni e docce; poi ,verso sera, si va tutti in centro per la cena e per fare un po’ i turisti. Rovigno è veramente piena di gente, la trovo molto vivace e piena di opportunità. Ceniamo alla taverna “da Baston” che si trova tra il mercato e la via sovrastante. Torniamo in barca poco dopo la mezzanotte, ma Paolo, non pago della lunga giornata, decide di tentare la sorte al Casinò. L’indomani ci comunicherà che in poche ore è riuscito a vincere una discreta somma.

 

Venerdì 21 agosto – Da Rovigno a Chioggia

Sveglia alla 7:00 ci prepariamo per la traversata di ritorno. Appena aperti gli uffici del marina molliamo gli ormeggi ed andiamo a fare le pratiche per l’uscita. Poco dopo, verso le 8:30, siamo già fuori Rovigno in rotta verso Chioggia e facciamo colazione. La navigazione è tranquilla, c’è pochissimo vento, a parte la brezza che incontreremo in prossimità delle coste italiane, e facciamo tutta la traversata a motore. Riusciamo a vedere in lontananza più volte alcuni delfini, ma il vero incontro di questa traversata è con una grossa testuggine marina che riusciamo ad avvicinare per qualche minuto.

Verso le 18:00 arriviamo al marina San Felice di Chioggia. Antigone è di nuovo a casa.

 

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