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lagunata report


Lagunata d'Inverno 2009.

Ciao a tutti, sono appena rientrato dalla intensa domenica di vela e spaghetti

organizzata dalla compagine oltremarina veneta e mi occorre scrivere un breve report per chi non c'era.


Fare la Lagunata è come fare un 8mila in Nepal, ci provi ci riprovi, affronti freddo e vento e nebbia, e se anche devi rientrare al campo base, beh pazienza, hai comunque vissuto un momento intenso.

Domenica è partito tutto molto bene, sembrava una giornata fatta apposta per fare il giro della laguna, un bel vento di bora dai 13 ai 18 nodi e sole. Purtroppo l'ideatore e organizzatore dell'evento non era con noi per via dell'influenza, ma lo staff , coordinato da Tiziano ha svolto un ottimo lavoro.


Ben 7 barche, con equipaggi di allievi e amici hanno mollato intrepidi gli ormeggi e puntuali alle 11:00 ci siamo ritrovati tutti all'inizio del canale Perognola (se non ricordo male). I piccoli Sun sfrecciavano che era una meraviglia, randa con due mani e fiocchetto e sorrisi stampati sui volti dei timonieri. Anche le barche più grandi, il First 36.7 di Giovanni, Il Bavarione 46 su cui mi trovavo e il Salona 40 Antigone issano la velatura ridotta e galoppano verso l'interno della laguna.


Laguna che pare una cosa così, una specie di laghetto innocente e invece appena ti distrai un attimo... ti pianti.

E così fu, che nel gomito malfamato Antigone fa assaggiare la sabbia alla sua pinna. Credo fosse passato da poco il mezzogiorno, invertiamo la rotta, ammainiamo la velatura, non senza qualche problema per via di un bozzello esploso che ha mangaito lo scottino dell'avvolgiranda e torniamo sui nostri passi per aiutare i malcapitati.

Da qui inizia un Corso Edizione Unica e (spero) Irripetibile di Incaglio e Disincaglio nell' era postmoderna.


Grazie all'infaticabile "Santa" e al suo prodigo equipaggio che con un piccolo Sun facevano da trasportatori di cavi tra il nostro Bavarione e il Salona insabbiato le abbiamo potute provare tutte: alla "padovana", alla "ferrarese", alla "chioggiota"... ma nel frattempo, per completare l'opera:

prima il First 36.7 e poi il Sun 2.500 si insabbiamo poco distante!!!

Anche il Bavarione ha tentato di infilarsi definitivamente nella melma vongoliana, ma una manovra "sciamanica" dove ha contato di più crederci che non la tecnica ha permesso al battello di riconquistare la libertà.

Fatto sta che grazie davvero alla calma degli skipper, alla dedizione di tutto lo staff, all'aiuto del marinaio del marina San Felice, che si è davvero prodigato per tirarci fuori dai guai, alla comprensione e partecipazione di tutti i ragazzi a bordo di tutte le barche, alla fine tutte le creature galleggianti hanno riconquistato felicemente tale stato e sono potute rientrare alla base.


Ormeggiate le barche ci siamo ritrovati al calduccio del bar del marina, dove ci è stato preparato un bel aperitivo seguito antipasto e spaghetto di pesce.

La simpatia di Tiziano e di tutto il gruppo ci ha fatto concludere piacevolmente con l'estarzione di una piccola miriade di premi questa lunga giornata da "lagunari".

Ma le emergenze non sono finite.

Tornando a casa in autostrada abbiamo bucato una gomma. Grazie Flaviano che ci hai tenuto compagnia in corsia di emergenza tra Boara e Occhiobello.

Secchio

il video.....

 

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