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Corsi Corsi Corsi

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Sottomarina corso 1 livello Lido degli Estensi Corso Ormeggi 30 31 Luglio 2016

Un caldo week end denso di attività

Fotoreport

 

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Report Fotografico Redentore 2016 by Titti

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Strumenti cartografici free per la pianificazione delle rotte

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Per la pianificazione della crociera, Navionics a messo a disposizione un utilissimo strumento web gratuito con le carte di tutto il mondo , ovviamente essendo gratuito ha degli oggettivi limiti, non si possono tracciare e salvare rotte, way point, ma guardare da casa ,pericoli e misurare distanze, con le carte aggiornatissime è una gran comodità. lo trovate nel sito ufficiale Navionics alla voce Webapp, di fatto è la stessa identica interfaccia delle app per Android o IOS , con le limitazioni sopra indicate.

Volendo invece avere un prodotto completo per il pc abbiamo a disposizione un programma free che si chiama Opencpn
http://opencpn.org/ocpn/download
prodotto potentissimo e pure interfacciabile con gli strumenti di bordo , è fornito per tutti i sistemi operativi ,unico neo le carte , bisogna reperirle in rete.
Esistono carte free di buona parte del mondo dal progetto openstreetmap.org
le potete scaricare a questo link
http://wiki.openstreetmap.org/wiki/DE:KAP-charts_from_OpenSeaMap#Download

Vintage non si Nasce Vintage si diventa

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Crociera Vintage Istria Quarnaro Luglio 2016

Sabato 2 luglio 2016 /Domenica
Uno strano Vento ci accoglie sul Castadiva il fantastico GS 42, equipaggio già al completo, si salpa immediatamente, Secchio, Matte, Tania, Fede Francesco Raffi, Isa , Dani , Paul.
prua verso Pola, un po di mare ed un buon vento fa filare il Casta a vela a 6 nodi a per quasi 60 miglia, attraverso il tramonto,ed i temporali , arrivati formalità e subito a brioni, per riposarci un pò e fare giri per l’isola in quanto è prevista una botta di bora che arriverà poi la sera notte .

Lunedi
sulla coda della bora salpiamo in direzione Unje, attraversiamo il Quarnaro con oltre 20 nodi di bora ed il casta che fila sempre intorno agli otto nodi di velocità, arrivo in baia maracol , gavitello di nuova generazione…. un delirio.. 4 cime due a prua un testimone per altre due cime a poppa .. insomma il delirio dei solitari.. . Attrezziamo il tender ed andiamo nel paesello a fare la cena ed al nostro ritorno l’amara sorpresa.. ci hanno fottuto il tender, amareggiati ci arrangiamo a tornare in barca ,dopo aver esplorato tutta la baia, decisi in ogni caso di non farci abbattere.. due gentilissimi tedeschi accompagnano l’ultimo sulla barca, naturalmente gli doniamo una boccia di vino e ci esibiamo nello splendore del nostro inglese.. the first time..

Martedi
si salpa e sempre a vela andiamo agli asinelli , senza tender troviamo un ormeggio al molo appena rifatto, passeggiata visita alla spiaggia caraibica con bagni rinfrescanti , poi torniamo in barca e ordiniamo al ristorante fritto e calamari che ci portano direttamente in pozzetto… una libidine..

Mercoledi

con 15 nodi gagliardi di vento dirigiamo su lussino per tornare un attimo alla civiltà ed andare al supermercato , superando un so 37 a motore che esterefatto ci osserva superarlo nel nostro assoluto silenzio , serata al noto ristorante n1.. con le ragazze tirate di tutto punto..

Giovedi

ecco arriva la bonaccia dopo giorni di vento ci dirigiamo a Olib a motore nella calma piatta , posto veramente metafisico, cenetta in uno dei bei ristorantini sulla spiaggia

Venerdi
ormai sta finendo , ed infatti capita il secondo fattaccio della settimana, ci muoiono le vongole in purificazione per il pranzo , ok rimediamo, ci ormeggiamo alla krivenica con gli strani gavitelli dotati di cima a terra che se sei in due, col vento al traverso, ti scappano le parolacce.. pranzo e poi via a lussino per capitaneria e dogana, e si salpa direzione Porto Garibaldi ed una traversata tranquilla tutta a motore ci fa arrivare sabato mattina a casa, stanchi ma pieni di tristezza per doverci lasciare…

grazie a tutti i vintage ed alla milfona Castadiva

Una gran bella esperienza ovvero Formazione istruttori di circolo 2016

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Un bel percorso, iniziato con il corso propedeutico tecnico, seguito da tre intensi week end formazione istruttori, un duro lavoro, abbiamo lavorato sulle barche, abbiamo lavorato in mare, abbiamo lavorato in aula, abbiamo cenato, pranzato, gioito insieme , siamo tutti cresciuti sia formatori che formati.
grazie a tutti
queste sono alcune delle nostre gocce di memoria..

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Raduno Oltre Mare 2016 Capraia Elba

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Venerdi 22 Aprile

Arriviamo a Salivoli, 5 Barche Squipperate da: Secchio, Bove, Ales, Mattia , Beppe. Si comincia con il controllo dell’imbarcazione e lo stivaggio delle cambuse, una cenetta in una pizzeria vicina, l’attesa degli ultimi arrivi e poi a nanna sulla nostra corriera Elan impression 444.

Sabato 23 Aprile

Briefing alle 7,30, le condimeteo sono difficili da interpretare, i vari modelli e previsioni, indicano un passaggio tra le perturbazioni nella prima mattinata, si decide di mollare alle 8,30 arrivare di fronte a Marciana e vedere se si può proseguire.
Riparati dall’Elba nel primissimo tratto ,un pò di motore e tutta vela, il vento subito aumenta e via a tutta randa.. 12/15 nodi , il cielo è grigio groppi di pioggia, tuoni e fulmini alla nostra destra verso terra , per fortuna su di noi per ora asciutto.
Arriviamo cosi di fronte a Marciana, di bolina , un pò frullati dal mare , si decide di proseguire per le altre 20 miglia su Capraia.
Appena liberi dalla protezione dell’Elba il vento aumenta ed anche il mare, prendiamo una mano e viaggiamo di bolina con una ventina di nodi ed un mare quasi sul muso, molto fastidioso e sotto rovesci improvvisi di pioggia, in una navigazione Bretone.

Finalmente arriviamo in Capraia e nella rada di fronte al porto ,il mare ed il vento si quietano ed entriamo in questa magica isola, ormeggio, aperitivo comandato da Kiodo con i suoi magici vini e calici ,poi passeggiata.
La sera grande cena di tutti gli equipaggi . Poi i giovani in disco, i vecchi a letto, mentre il vento fuori soffia e fischia .

Domenica 24 Aprile

un lento risveglio per lasciare tempo al vento che ha soffiato tutta la notte di quietarsi, controllo delle previmeteo e in tarda mattinata si decide di partire per Portoferraio. Usciamo dalla protezione della rada ed il vento comincia a soffiare anche oltre 25 nodi, ma stavolta lo abbiamo dietro ed il mare al giardinetto, armiamo il solo genoa e ci facciamo tirare per il naso verso l’Elba sotto un bel sole con le ondone che ci fanno surfare , oggi a bordo nonostante il mare che si fa dare del lei, regna una atmosfera gioiosa.

Arriviamo in pieno sole al molo mediceo di Portoferraio , e aperipranzo by Kiodo, poi passeggiate e cena in barca ascoltando canzoni richieste del nostro dj Anna.
La notte trascorre con temporali e raffiche rabbiose di vento che ci fanno alzare per andare a rinforzare gli ormeggi.

Lunedi 25 Aprile

La finestra per il ritorno è dopo le dieci, le altre barche partono, la nostra ritarda a causa di un controllo . Risolti finalmente tutti gli intoppi del controllo , anche noi partiamo sotto un sole ed un vento gagliardo, con il mare che ormai si è quietato , arriviamo insieme agli altri, che si erano divertiti a tirare bordi e rientriamo in flotta a Salivoli per i chek out.

La giornata è al termine, ci salutiamo tutti con già un languore di nostalgia.. troppo breve … molto intenso , ma insomma ancora due orette poi si arriva 🙂

Video by Ales
grazie a tutti
Morgana crew
Secchio
Paul
Dani
Emilia
Manu Caps
Ettore
Giovanna / Anna /Stefano piri
Marchino
Kiodo

Emozioni e Vela

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Quando gli amici dell’Associazione Oncologica San Bassiano Onlus arrivano, nel sonnecchiante martedì mattina di inizio aprile, l’aria a porto San Felice è leggera e frizzante, sulla pelle e nello spirito.

Già sulla colazione, intervallata dalle ovazioni delle signore presenti per l’avvenenza dei nostri skippers (!) e dal breve briefing sul programma della giornata e sulla Laguna, le nuvole grigie in cielo si diradano per lasciare il posto a quella che diventerà una meravigliosa e insolitamente calda giornata di primavera.

Ci armiamo di giubbotti salvagente e di qualche nozione di base sulla barca a vela, ed immediatamente la Laguna tra Chioggia e Sottomarina si anima di colori: il bianco delle vele, l’accecante blu atollo delle magliette Oltremare, inconfondibili in mezzo a tutte, l’arcobaleno di visi e di sorrisi dei nostri ospiti, che dopo un attimo per prendere confidenza con le cime e con le vele, sono già provetti marinai.

Dal gommone assistenza, che saltella dall’uno all’altro dei sei equipaggi, per seguirne le manovre e le esigenze, mi godo la veleggiata, per una volta senza i guantini da tailer, dall’esterno.

E mi godo le facce rilassate e divertite dei neo velisti, che stanno imparando a regolare le vele, a dare e a prendersi le precedenze in navigazione e ad abbracciare il vento. E sarà la meraviglia della Laguna, oggi tutta per noi, sarà il clima che si è creato, che ricorda una gita scolastica, ma non riesco a smettere di fotografare i sorrisi.

E’ questa la cosa più bella che ho visto durante questa giornata: il sorriso. Lo stupore di chi vede una cosa per la prima volta, l’espressione divertita del vento in faccia, che parla sempre di libertà, la voglia e la curiosità di provare a fare e di sentirsi attivi sulle nostre barche, chi al timone, chi alla randa, ma tutti con la responsabilità di chi sa che le cose o si fanno bene o non si fanno proprio, e che anche la vela è una cosa seria! Questo che vedo, ripaga di tutto e scalda il cuore.

Forse perché, a volte, certe prove che la vita ci obbliga ad affrontare, ci portano a rimettere ordine nelle nostre priorità, ci aiutano ad apprezzare di più le cose semplici, i bei momenti inaspettati e ci fanno tirare fuori una forza che non sapevamo di avere e che ha qualcosa a che fare con la voglia di vivere.

Per una giornata, o anche solo per poche ore, non esiste malattia e non esiste cura. L’unica terapia possibile è vivere ogni momento al meglio. In questo tiepido martedì, mettiamo in pausa le nostre vite, perché per oggi esiste solo la nostra prua che punta verso l’Oasi di Ca Roman, dove ci aspettano il pranzo al sacco e una visita guidata.

Quando invertiamo la rotta per rientrare in porto, mi sento davvero rilassata e grata, e non posso non pensare a quanto la vela sa sempre regalarmi. Non ho ancora smaltito la carica positiva del primo posto in regata di domenica, che già mi ritrovo a vivere questa fortissima emozione.

Di questa giornata che è passata troppo in fretta, l’immagine che porterò con me è quella di una signora che inforca un paio di occhiali legati da una catenella con le perline e si allena a legare un parabordo, con la stessa precisione e manualità che metterebbe in un lavoro all’uncinetto, ma con l’espressione di chi pensa che mai, nella vita, avrebbe creduto di trovarsi a fare un nodo parlato sulla draglia di un minicabinato.

Forse è proprio quello, il vero insegnamento che porterò a casa: dare sempre alla vita la possibilità di sorprenderci, nonostante tutto.

Grazie a tutti gli amici di San Bassiano, vi aspettiamo presto!

#Sara Bertelli

Il cuore grande delle donne

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Ci siamo, stiamo per partire!

Tutto è iniziato un paio di mesi fa, quando, per caso, ho visto la locandina dell’evento di Chiavari, 1st Women’s Sailing Cup Italia, la prima regata interamente femminile organizzata in Italia, che si terrà, appunto, da domani, 18 marzo, fino a domenica 20, in Liguria, appunto.

Gli equipaggi femminili si sfideranno a colpi di virate a bordo di 9 barche, dei J80 tutte con lo stesso armo e tutte uguali, in un week end che si preannuncia interessante, anche dal punto di vista meteo, in cui si alterneranno prove in mare ed eventi in banchina.

Pratico vela sportiva da alcuni anni con grande passione, tenacia e dedizione, in un mondo, quello della vela, che è ancora, inspiegabilmente e immotivatamente appannaggio degli uomini.

Vado in regata su barche sportive e impegnative, dove spesso sono l’unica donna e sento la mancanza di compagne di viaggio, quelle che, scese dalla barca, preferiscono lo shopping alla birreria.

Perché le ho viste, le donne in barca.

Disciplinate, determinate, spesso tecnicamente preparate quanto gli uomini, sempre concentrate e precise.

Eppure, questa è la prima regata interamente femminile… Oltretutto, lo scopo è più che nobile: raccogliere fondi per la ricerca AIRC. Tema al quale, oltretutto, sono particolarmente sensibile, avendo perso la mamma diversi anni fa proprio a causa di un cancro incurabile.

Ho deciso immediatamente che non potevo mancare, cercavo compagnia e quindi, ho iniziato a spargere la voce tra le amiche veliste, quelle splendide donne che ho incontrato in questi anni in banchina, ai raduni di vela, ai corsi, in molti degli equipaggi di cui ho avuto l’onore di fare parte.

Ma le donne sanno essere anche molto determinate e, quando la sfida chiama, loro non si fanno pregare.

E così, man mano che le amiche aderivano, e il numero aumentava, gli equipaggi sono diventati tre.

Partiamo in 16, domani, con un pulmino, e con le felpe tutte uguali che ci hanno fatto discutere più dei ruoli in barca e con tanta carica positiva e voglia di divertirci.

E ci siamo date un nomignolo ridicolo, le Spippole Sailing Team, che grida a tutti che non bisogna mai prendersi troppo sul serio, anche se l’impegno che ci metteremo è serio eccome!

E siamo emozionate anche per la serata di gala che ci aspetta sabato sera, con abiti eleganti e tacchi, e alla presenza del sindaco di Chiavari e di varie autorità.

Finalmente un po’ di sane chiacchiere leggere, un po’ di aria gentile, tra una virata e una issata di spi.

Perché le donne, si sa, sono piene di risorse, e sotto i guantini da vela non si fanno mai mancare unghie laccate di rosso in manicure curatissime.

Le più temerarie, abbinano alla cerata anche un filo di mascara waterproof, che non si sa mai chi si può incontrare al largo!

 

Grazie alle amiche Emanuela Colombara, Laura Caselli, Eleonora Testoni, Marika Piana, Jelena Casal, Serena Cataldo, Angela Tiozzo, Barbara Allibardi, Raffaella Angelozzi, Patrizia Piani, Silvia Residori, Camilla Tadiello, Valeria Ferrari, Valentina Sonzini, Giovanna Casale per questa avventura, con la speranza che, l’anno prossimo, si possa partire non in 16, ma in molte di più.

 

Forza, ragazze!

#Sara Bertelli

Buon Anno e Buon Vento, Oltremare!

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Dopo un viaggio allegro che attraversa buona parte dell’Italia, iniziato tra le nebbie e proseguito con temperature che si fanno via via più clementi al diminuire della latitudine, Napoli ci accoglie con la sua anima esuberante e caciarona, con il traffico impazzito dell’ora di punta e le bancarelle di pesce e verdura in mezzo alla strada, con la sua aria tiepida e i suoi colori illuminati da un sole al tramonto che da troppi giorni non si vedeva, dalle nostre parti.

E’ il pomeriggio del 30 dicembre, inizia la crociera di Capodanno Oltremare in Costiera Amalfitana, ed è subito merenda. Merenda che poi, intanto che piano piano i due equipaggi della nostra mini flotta prendono possesso delle barche, si fa aperitivo…. che poi, con grande disinvoltura, intanto che sfilano salCiccia molisana, salame di Modena, pizza napoletana e stuzzichini di ogni genere, diventa cena. Forse non doppieremo mai Capo Horn a vela, ma di certo non moriremo di fame!

La passeggiata in centro dopo cena ci regala mille improbabili luminarie colorate, mille motorini che sfrecciano ovunque senza casco, mille splendidi palazzi restaurati da poco, serenamente affacciati su strade con prospettive disegnate dai panni stesi. Napoli è decisamente la città dei contrasti, con un retrogusto vagamente trash ma decisamente molto teatrale.

31 dicembre 2015, ore 9,30: veloce briefing tutti insieme e poi via a vela, con poco vento, ma un sole strepitoso, che ci scalda le ossa e il cuore durante pranzo in pozzetto. Addosso, solo la felpa e una bella energia, a gustarci i colori della Costiera: quelli della mozzarella, delle olive e delle frise con il pomodoro nei piatti, quelli di Ischia e Procida davanti agli occhi.

Una volta ormeggiati nel piccolo e vivace porto di Ischia, fervono i preparativi per il cenone di Capodanno e le due barche si trasformano nella cucina di Masterchef, che sforna un menu degno del migliore ristorante. Diciotto persone riunite in una barca a gustare antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, caffè, ammazzacaffè. E poi ottimi vini d’annata, musica, balli, risate, amicizia.

A mezzanotte, con gli occhi puntati al cielo a godermi i fuochi d’artificio che partono dal molo a 5 metri da noi, e con i piedi che ondeggiano sul pontile, penso soltanto che non potevo trovare un modo migliore per dare il benvenuto al nuovo anno.

Quasi senza rendercene conto, ci svegliamo nel 2016 e, la mattina del 1° gennaio, molliamo gli ormeggi per ripartire di nuovo a vela. C’è una bella arietta tesa e così, prima di entrare a Procida, meta del nostro ormeggio per la notte, ci concediamo anche il lusso di fare quattro bordi, tanto per non perdere mai l’abitudine.

Procida è una carezza per occhi e cuore, una indimenticabile passeggiata di chiesette, splendide terrazze belvedere e case colorate. Rimaniamo incantati dalla Marina di Corricella, piccolo borgo di pescatori e illustre set cinematografico de Il Postino, dove il tempo sembra esserci fermato nelle reti da pesca ammucchiate sulle piccole barche colorate e nei profili dei gatti, in attesa di pesce e di turisti da osservare.

Giorni davvero belli, questi nelle isole, pazientemente costruiti sui capricci del temuto Maestrale che, alla fine ci ha graziati, e terminati con un’avaria del motore e con un avventuroso rientro a rimorchio fino al molo Beverello, dove attracchiamo nel tardo pomeriggio del 2 gennaio sotto una pioggia battente, un po’ infreddoliti ma con una bella sensazione perché, nella vela come nella vita, a volte gli imprevisti sono delle belle occasioni per fare in modo che i membri dell’equipaggio diventino compagni di viaggio e i compagni di viaggio amici.

C’è chi ha imparato a fare una gassa chi a sentire la direzione del vento, chi si è semplicemente goduto il panorama, ma ognuno di noi si porta a casa un intenso ricordo.

Indimenticabile anche l’ultima sera a Napoli, cena al pittoresco e verace “Ritrovo degli Artisti da Peppino”, in compagnia del Maestro Roberto Soldatini, uomo di mare e interessante scrittore.

Sembra di essere arrivati ieri, ma sono passati già 5 giorni, ed è il momento dei saluti.

La mattina del 3 gennaio c’è un sole limpido e tiepido, l’aria è tersa e, all’ultimo caffè alla Lega Navale di Napoli, che beviamo in maniche corte affacciati sul molo di fronte al Vesuvio, io sono già impaziente di imbarcarmi di nuovo per le prossime avventure.

Grazie amici di Oltremare. Ancora una volta, centro!

Sara

 

Due passi in Bretagna , due passi a Douarnenez … due passi alla partenza della Mini Transat

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Pioviggina, c’è nuvolo e freddino, praticamente in Bretagna c’è bel tempo. Il villaggio è assonnato, sta aprendo, sono appena le nove e quaranta.

Il tempo di parcheggiare ed incrocio Nacho Postigo, contro cui ho regatato al GPI, sta seduto al tavolino di un bar, sulla strada principale (deserta) e chiacchiera col suo preparatore e la sua addetta stampa. Sono già usciti e rientrati per l’ultimo test visto che la chiusa dietro cui sta il porto apre solo la mattina prestissimo a causa della marea.

Lo spazio stampa è nella sede del museo della marineria, un incanto. Un po’ sono contento che l’impiegata dell’autonoleggio non sapesse nemmeno dove si trova Douarnenez: aggiunge un pizzico di avventura e toglie un po’di folla rispetto alla Route du Rhum a St. Malo… un vero delirio di gente e di barche.

Il programma di andare a vedere i passaggi a Pointe du Raz è già sfumato, passeranno di notte a causa del vento leggero e in prua. Magari farò foto alle lucine di via…

La partenza di una regata oceanica è un posto dove puoi fare 550 foto in 2 due ore… ci sono così tanti dettagli da vedere che bisogna farlo con calma a casa.

Alberi, scafi, timoni, attrezzatura di coperta… anche barche identiche, uscite dallo stesso stampo, hanno così tante differenze da non assomigliarsi. La sensazione di stranimento è forte: barche grandi come i first 21.7 attraverseranno l’oceano, con un uomo solo a bordo (finalmente sigificativa anche la partecipazione di 4 donne) .

Sono ammirato, mi consolerò con una scorpacciata di crèpes.

Ale